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Libia, scontri al confine con l’Algeria: sette morti

17 May 2012versione stampabile

E’ di sette morti il bilancio degli scontri armati avvenuti nella zona dell’oasi di Gadames, al confine tra Algeria e Libia.

Lo ha reso noto Nasser al-Manaa, portavoce del governo libico, che ha confermato il numero delle vittime e il ferimento di almeno altre venti persone nell’oasi a circa 600 chilometri dalla capitale libica Tripoli. ”Lo scontro a fuoco è avvenuto tra i residenti, che si sono difesi, e un gruppo di miliziani ancora non identificati”.

Manaa ha poi dichiarato che truppe speciali fedeli a Tripoli si sono schierate nella zona, riportando la calma. In assenza di un esercito e di una polizia nazionali, però, è probabile che siano altre milizie ad avere il controllo dell’oasi.

 

2 Responses to Libia, scontri al confine con l’Algeria: sette morti

  1. Layla

    17 May 2012 at 12:16

    Ecco cosa ho gia’ inviato anche al giornale La Stampa di Torino:

    leggo con disappunto l’articolo apparso oggi sul La Stampa a pagina 15 intitolato: “Libia, i tuareg assaltano una citta’ di confine”. L’articolo non porta nemmeno la firma del giornalista che lo ha scritto, forse perche’ si e’ reso conto delle falsita’ che ha pubblicato?

    Io lavoro nel campo del turismo e ho vissuto 4 anni in Libia per lavoro, accompagnando gruppi di persone in vacanza provenienti da tutto il mondo.
    Conosco bene Ghadames, i tuareg che ci vivono, (non sono nomadi che assaltano le citta’ per controllare i traffici di droga). cosi’ come conosco i berberi di Ghadames e sono a conoscenza del profondo razzismo di questi ultimi nei confronti dei tuareg.

    Ho contatti quotidiani con amici di entrambe le fazioni che vivono a Ghadames.

    In Facebook abbiamo creato il gruppo Libia, ove pubblichiamo tutti i filmati sulla Libia, dalle torture a Tawarga, Ben Walid, sino alla distruzione delle case dei tuareg a Ghadames da parte dei berberi di Ghadames.

    I tuareg erano in passato dei nomadi che vivevano nelle tende nel deserto. Con il regime di Gheddafi, hanno avuto in tutta la Libia, compreso Ghadames, con gli stessi diritti e doveri degli altri libici, case di proprieta’ con affitto a riscatto, l’istruzione gratuita, universita’ e master universitari all’estero compresi, un lavoro e tutti i benefici che hanno avuto i libici di qualsiasi etnia.
    Dopo la morte di Gheddafi, gli abitanti di etnia berbera di Ghadames hanno iniziato una pulizia etnica nei confronti dei tuareg residenti.
    Hanno impedito ai bambini e ai ragazzi di etnia tuareg di andare a scuola, hanno loro rubato le macchine, hanno minacciato le famiglie, le donne e le ragazze tuareg, hanno ucciso il capo tuareg di ghadames, hanno rubato e fatto razzie sino a quando quasi tutte le famiglie tuareg hanno abbandonato le loro case, il loro lavoro per rifugiarsi nella vicina Derij, e nelle altre citta’ libiche, chi in Algeria, chi in Tunisia, chi nel deserto in tenda con tutta la famiglia!!!
    Sono cosi’ stati distrutti i quartieri dove essi vivevano per impedire loro di ritornare.
    E’ stato loro impedito di lavorare, sono state allontanate le infermiere tuareg, il direttore dall’ospedale di Ghadames, i poliziotti tuareg, gli impiegati statali e i bancari, insomma chiunque fosse tuareg doveva andarsene.

    Gli anziani capi tuareg hanno avuto degli incontri con i responsabili berberi di Ghadames, ma hanno ottenuto solo promesse non mantenute.

    Ieri, i tuareg, ormai sfiniti, senza piu’ mezzi economici (in quanto non hanno nemmeno potuto ritirare i loro risparmi dalle banche) hanno cercato di rientrare in Ghadames, alle loro case distrutte, per ricominciare a vivere……..sono stati accolti con i fucili dalla popolazione berbera di Ghadames!!

    Quello riportato nel vostro articolo e’ pura menzogna!!!
    E qui non c’entra la politica, questa e’ pura pulizia etnica!

    Ora servono gli aiuti umanitari! Dove e’ Amnesty International, tra l’altro da me contattata? Dove sono le tante organizzazioni umanitarie?
    Mandate i vostri giornalisti a parlare con la gente di Ghadames, mandate i vostri giornalisti a parlare con i tuareg, andate a vedere con i vostri occhi cosa sta succedendo!!! Non prendete come oro colato cio’ che trasmette Al Jazeera, andate a rivedervi la puntata di RAI C’era una volta: Libia libera, trasmessa il 15 maggio, i reporters sul luogo a tawarga e a Misurata hanno finalmente detto la verita’.

  2. autores

    17 May 2012 at 17:15

    L’Esercito di Libia dovrebbe fare molto di piu’ contro ai invasori.