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Stato di polizia a Francoforte

18 May 2012versione stampabile

Luca Manes/CRBM
da Francoforte

Una città militarizzata, dove in ogni angolo di strada ci sono transenne e forze di polizia che non fanno che alimentare un clima da vera e propria guerra civile. A Francoforte sono addirittura 5mila gli agenti dispiegati per tenere testa alla pacifica protesta di Blockupy Frankfurt, che ha come obiettivo la Banca centrale europea (Bce), guidata dall’ex esponente di Goldman Sachs Mario Draghi, e più in generale le politiche di austerità che stanno finendo di affossare la già agonizzante economia del Vecchio Continente.

I giovani, tanti dall’Italia, che si sono dati appuntamento in mattinata a Willy Brandt Plazt, la piazza dove sorge l’immensa torre sede della Bce, sono accolti da polizia in pieno assetto anti-sommossa, camionette con cannoni ad acqua e barriere ovunque. A ogni tentativo di avvicinarsi o superare i cordoni c’è una reazione immediata delle forze dell’ordine, che sbarrano la strada agli attivisti. Già in altri punti della città alcuni assembramenti sono stati dispersi, mentre dopo ore di proteste chiassose, assemblee improvvisate e slogan alcuni dimostranti lasciano la piazza. Chi rimane nei paraggi e continua a manifestare viene identificato.

I robocop in divisa operano qualche centinaia di fermi, si parla di oltre 400. Anche nei pressi della stazione se sei giovane e vieni reputato un “fiancheggiatore” di Blockupy non hai scampo. Abbiamo visto non pochi ragazzi bloccati dalla polizia, in realtà senza una ragione effettiva, e identificati in maniera intimidatoria. Nonostante in possesso del tesserino da giornalista, anche per noi attraversare Francoforte non è stata cosa facile, visto che abbiamo dovuto esibire i nostri documenti un’infinità di volte.

D’altronde che tirasse una brutta aria si era capito già da qualche giorno. Fatta eccezione per la manifestazione del sabato, tutte le altre iniziative hanno subìto un divieto categorico. “Questo è uno Stato di polizia”, ripetevano in tanti questa mattina, anche alla luce dei numerosi arresti di ieri. Proprio per protestare per quanto accaduto di giovedì – gli arrestati italiani sono stati ben 77 – in queste ore si sta tenendo un sit in davanti all’ambasciata tedesca a Roma.

Se l’intento di Blockupy era quello di “chiudere” la Bce, o quanto meno ostacolare la sua attività, non poteva andare meglio. I tecnocrati alle dipendenze di Draghi, così come i loro colleghi delle grandi banche private che si trovano a pochi passi dall’Eurotower, si sono presi un giorno di ferie “forzato”.

Ma le azioni di “disturbo” ormai possono assumere diverse forme. Così a un certo punto su Twitter rimbalza la notizia che Anonymous ha messo ko il sito del Comune di Francoforte. Le autorità locali sono costrette a confermare che l’attacco ha funzionato. Le proteste continuano, in attesa delle decine di migliaia di persone attese domani. Sempre che a tutte sia permesso di arrivare fino a Francoforte.