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Banche armate. Ecco i nomi

19 May 2012versione stampabile

Dalla Relazione ufficiale sull’export di armi 2011 spuntano i nomi delle banche più coinvolte: sono Deutsche Bank e Bnl-Bnp Paribas che si confermano in testa alla lista. Invece, tra le aziende che hanno incassato di più svettano AgustaWestland e Orizzonte Sistemi Navali. A diffonderla e ad analizzarla il mensile Altreconomia.

AFP/Getty Images

“Dopo i primi dati raccolti nel Rapporto introduttivo della Presidenza del Consiglio già arrivato in ritardo – scrive Francesco Vignarca – siamo finalmente entrati in possesso dei voluminosi tomi che compongono la Relazione al Parlamento sull’export di armi. Altreconomia li ha analizzati in anteprima per raccogliere le informazioni sui flussi finanziari legati al mondo degli armamenti nel 2011: per quanto riguarda l’appoggio bancario alla vendita estera dei nostri sistemi d’arma (per chiarezza ricordiamo che ciò significa, per i dati di competenza della legge 185/90, la concessione di conti correnti su cui far arrivare i pagamenti delle forniture) si va a intensificare la tendenza degli scorsi anni”.

Si tratta di un totale di movimenti che ammontano a oltre 4 miliardi di euro, dei quali 2,5 relativi a operazioni di esportazione e i restanti 1,5 legati alle importazioni di materiale d’armamento. Circa 113 milioni di euro sono finiti nelle tasche degli intermediari di questo tipo di commercio.

È comunque un’analisi parziale e per propria natura incompleta perché “non esiste una fonte di dati che fornisca un collegamento diretto tra l’autorizzazione di incasso ad una banca al paese/arma/azienda a cui esso si riferisce”, ed è dunque impossibile “capire che tipo di transazione sia stata appoggiata dalle diverse banche e quali sistemi d’arma le nostre industrie abbiano fornito in tutto il mondo. Il che conferma la poca trasparenza di cui ci si lamenta da tempo”.

“Una follia – spiega Vignarca – basterebbe infatti fornire un’unica tabella proveniente da unico database, dal quale ciascuno potrebbe aggregare a piacimento i dati complessivi di interesse. Non dovrebbe essere difficile, nel 2012 e in piena era informatica”.

Dai dati del 2011 comunque una cosa emerge chiara: viene confermata una diffusa problematicità sui tipi di armamento e soprattutto sulle loro destinazioni in aree problematiche del mondo. “Non si possono prendere sotto gamba forniture come quelle di navi e lacrimogeni all’Algeria o elicotteri e fucili al Turkmenistan, e per questo la discussione in sede di opinione pubblica e di Parlamento è davvero fondamentale”, incalza l’autore.

Ma quali sono le banche coinvolte? Se guardiamo alle sole esportazioni definitive, sei istituti bancari hanno da soli movimentato l’80 percento (cioè 1900 milioni di euro) dei flussi. Per numero di autorizzazioni è Deutsche Bank a giocare il ruolo chiave (345 su 881) attestandosi come importi autorizzati su circa 665 milioni di euro (lo scorso anno erano 836). “Se consideriamo le singole banche il colosso tedesco è saldamente in testa alla classifica, ma se invece sommiamo i valori di istituti appartenenti allo stesso gruppo è ancora l’alleanza Bnp Paribas e Bnl a prendersi l’onore del primo posto. La succursale italiana della banca francese ha avuto autorizzazioni per un importo di 491 milioni di euro (96 autorizzazioni rilasciate e un calo dagli 862 dello scorso anno) mentre la controllata Bnl si porta in casa 223 milioni di euro (più del doppio del 2010) con 57 autorizzazioni. In pratica una redistribuzione interna di autorizzazioni. Sopra i 100 milioni di euro altre due banche estere come Barclays Bank (185 milioni) e Credit Agricole (175 milioni) mentre per i colossi di casa nostra (tra l’altro partecipanti a percorsi di trasparenza importanti e ben strutturati) troviamo dati abbastanza divergenti – prosegue Vignarca -. Se gli sforzi degli ultimi anni di uscita dalla lista di IntesaSanPaolo paiono coronati da successo (solo 1 autorizzazione per 4.000 euro nel 2011) è Unicredit ad avere in pancia ancora diverse operazioni: considerando anche i dati della divisione Corporate sono stati autorizzati 65 incassi per un controvalore di circa 180 milioni di euro”.

Tra le banche territorialmente legate alla produzione di natura militare ci sono poi il Banco di Brescia (17 autorizzazioni per 120 milioni), la Banca Valsabbina (20 autorizzazioni per 67 milioni) e la Cassa di Risparmio della Spezia (73 rilasci per 52 milioni di importi autorizzati).

 

 

 

2 Responses to Banche armate. Ecco i nomi

  1. luca

    20 May 2012 at 18:12

    MI SEMBRAVA CI FOSSE DI MEZZO ANCHE INTESASANPAOLO SE NON SBAGLIO

  2. Francesco

    22 May 2012 at 18:43

    caro Luca, leggi la frase: “Se gli sforzi degli ultimi anni di uscita dalla lista di IntesaSanPaolo paiono coronati da successo (solo 1 autorizzazione per 4.000 euro nel 2011)”

    per quest’anno Intesa ha davvero ridotto la presenza, in questo particolare aspetto

    FV