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Blockupy Frankfurt: contro l’austerità imposta

20 May 2012versione stampabile

 

Testo e foto di
Luca Manes/CRBM
da Francoforte

È filato tutto liscio, nonostante le tensioni fabbricate ad arte dalle autorità locali e dalle forze dell’ordine nei giorni passati. La grande manifestazione di Blockupy Frankfurt ha portato in piazza 25mila, forse 30mila persone pacifiche e chiassose. Tanti gli italiani (almeno 600), ma anche i greci, gli spagnoli e i francesi.

Tutti insieme per dire no alla troika (Unione europea, Fondo monetario internazionale e Banca Centrale europea), alle politiche di austerità e al Fiscal Pact. Il tutto all’insegna della massima solidarietà con il popolo ellenico. Tante le bandiere del Paese del Mediterraneo spuntate qua e là nel lungo serpentone che dalla stazione centrale ha prima costeggiato il lungo Meno per poi giungere a pochi passi della sede centrale proprio della Bce.

Nel mare di organizzazioni e associazioni che hanno promosso la protesta spicca Attac, ma anche i partiti della sinistra tedesca hanno fatto la loro parte, in particolare Die Linke e VerDi e pezzi dei Grunen (i verdi tedeschi). Ma qua e là abbiamo notato anche qualche bandiera dei Pirati, la nuova formazione politica che nelle recenti elezioni in Renania Settentrionale/Vestfalia ha raggiunto oltre l’otto per cento dei consensi.

Tanti i gruppi di base impegnati nelle lotte sul territorio, come quella contro Stoccarda 21, il mega progetto infrastrutturale che dovrebbe sostituire la stazione della città del Baden Wurttemberg e che da anni è oggetto delle proteste della popolazione locale. Casca a fagiolo, allora, che dal gruppo degli italiani, tra uno slogan contro il capitalismo e uno contro il fascismo, spunti una bandiera No Tav.

Ma lo striscione che ha aperto il lungo serpentone per le vie di Francoforte non recava insegne o simboli di alcun genere, ma solo un messaggio “Resistenza Internazionale contro l’austerità imposta dai governi e dalla Troika”. Un messaggio forte e chiaro, indirizzato ai leader del G8 riuniti a Camp David per provare a risolvere l’enigma della crisi.

Sebbene la manifestazione fosse autorizzata, la militarizzazione vista nel resto della settimana è continuata anche nella giornata di sabato. La polizia ha fatto da apripista alla testa del corteo, rimanendo presente in massa a ogni angolo di strada, tanto da provocare qualche tensione quando rallentava i manifestanti. Piccoli contrattempi di una giornata per il resto di protesta gioiosa, con la musica dei sound system sparata a tutto volume e i ragazzi sui trampoli e gettare coriandoli sulle forze dell’ordine. “Tutto il potere al 99%!” chiedevano su vari cartelli gli attivisti di Blockupy. I protagonisti di una settimana di mobilitazioni che ridanno qualche speranza alla “vera” Europa, quella che non vuole più essere soggiogata dalla finanza e dai banchieri.