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Colombia, Santos: ‘Raddoppieremo le forze contro le Farc’

23 May 2012versione stampabile

Stella Spinelli

Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, raddoppierà l’offensiva militare contro le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) in risposta all’imboscata tesa dai guerriglieri a una pattuglia dell’esercito, nei pressi della frontiera con il Venezuela, che ha visto 12 soldati morti. Un episodio che il presidente ha definito un dietrofront del conflitto armato. “Quanto accaduto a La Guajira – ha precisato – è un passo indietro in una guerra che stiamo combattendo e dove siamo avanzando”.

Guillermo Legaria/Afp/Getty Images

E in un discorso pubblico diretto a tutta la nazione, Santos ha annunciato di aver già dato istruzioni a tutti i comandanti di incrementare forze e azioni, nelle quali sarà impiegata anche la Infateria de Marina, finora usata solo per missioni di controllo e sicurezza.

Santos ha assicurato di aver contattato subito il suo omologo venezuelano, Hugo Chávez, per precisare come Bogotà non permetterà a nessun gruppo illegale di oltrepassare le frontiere. Di contro, Caracas ha già dato istruzioni per “mobilitare due brigate verso il confine con chiare istruzioni di trattare di rintracciare questi banditi delle Farc. E se questi resisteranno, spareranno”, ha precisato Santos.

Dal canto suo Chávez si è appellato affinché il conflitto interno colombiano – che va avanti da oltre 40 anni – veda presto la fine, “affinché i colombiani possano vivere in pace”.

Dichiarazioni, quelle di Santos, che arrivano non solo dopo l’imboscata dei guerriglieri, ma in particolare dopo quella tesagli dal suo ex amico e predecessore Álvaro Uribe. Domenica infatti, l’ex presidente ha accusato l’attuale capo di Stato – e ministro della Difesa durante il suo secondo mandato – di contrattare con le Farc attraverso il presidente del Venezuela Chávez, atteggiamento questo che lo qualificherebbe quale “complice” della guerriglia. Affermazione che sicuramente ha stimolato la reazione di Santos tanto quanto 12 soldati morti in combattimento.

Si tratta, infatti, dell’ennesima tappa di una controversia senza fine fra i due ex amici, tutta costruita tramite i cinguettii di Twitter. “Il governo di Santos debilita la sicurezza e cerca un accordo con le Farc tramite la dittatura Chávez che è complice delle Farc”, ha scritto Uribe, collegando questo atteggiamento a suo vedere lascivo contro la guerriglia con l’aumento dell’insicurezza e del terrorismo, visto l’attentato di martedì 15 maggio contro l’amico di sempre e suo ministro dell’Interno Fernando Londoño che ha causato la morte di due persone e una cinquantina di feriti. Quindi accusa più o meno velatamente Santos di essere un traditore postando un articolo uscito sul El Espectador.com in cui l’attuale presidente viene accusato di essere stato eletto con i voti di Uribe, promettendo di “continuare con le politiche e i modi i intendere il paese che avevano caratterizzato il governo che si trovava a succedere, e invece ha scelto di fare un suo proprio e particolare governo”.

“La questione – prosegue il pezzo a firma Paloma Valencia Laserna e sbandierato da Uribe anche sul suo sito internet Primero Colombia – non è se ci piace o meno com’era il governo uribista, se abbia o meno avuto difetti; la sostanza della questione sta nel fatto che il mandato degli elettori deve essere seguito obbligatoriamente da chi è eletto. Chi ha dubbi che il tramite che permise l’elezione di Santos fu la figura di Uribe deve ricordare che una delle missioni compiute da JJ Rendón quando venne contattato da Santos affinché lo aiutasse nella sua campagna, fu dimostrargli che senza Uribe era perduto. Da quel momento in poi cambiarono la pubblicità e il discorso per avvicinarlo al presidente uscente. E si ascoltò spesso Santos dire che rappresentava la forza uribista. E fu una strategia che ebbe i suoi effetti. Fingersi in un modo, esprimere determinate idee e dopo essere stato eletto trasformarsi in un’altra cosa significa ingannare la democrazia e debilitarla”. A questo punto, vista la dichiarazione di guerra aperta alla guerriglia, è molto probabile che Juan Manuel Santos sia un follower di Uribe almeno in Twitter.

 

One Response to Colombia, Santos: ‘Raddoppieremo le forze contro le Farc’

  1. Simone

    23 May 2012 at 13:31

    Ho sempre considerato Uribe una sorta di level-up di Berlusconi, alla base c’è lo stesso populismo e la voglia di giungere ad un potere quasi assoluto, unita poi alla costruzione di un nemico da abbattere senza mezzi termini. La differenza però è che Berlusconi non è arrivato a compiere tutte le violazioni dei diritti umani del signor Uribe Vélez. Mi stupisco di quanto ancora la sua voce abbia un peso così grande nell’opinione pubblica colombiana.

    E quello spezzone di articolo alla fine poteva benissimo essere stato scritto su Il Giornale, cambiando qualche nome.