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Guatemala, l’ex dittatore Montt agli arresti domiciliari

23 May 2012versione stampabile

Johan Ordonez/Afp/Getty Images

Il generale in pensione ed ex dittatore Efraín Ríos Montt ha compiuto ieri il suo primo giorno di arresti domiciliari. È accusato della mattanza di Dos Erres – dove nel 1982 vennero sterminati 201 contadini – e del reato di genocidio. Entro tre mesi la Giustizia dovrebbe rinviarlo a giudizio, mentre già sta subendo un altro processo iniziato a gennaio subito dopo aver perso la sua immunità come parlamentare in quanto non rieletto nel settembre 2011. In questo è processato per genocidio assieme ad altri ex capi militari. L’accusa in particolare li vede responsabili della morte di 1771 indigeni e dello sfollamento forzato di altri 29mila.

Gli avvocati dell’86enne ex dittatore stanno tentando di bloccare il procedimento, sostenendo che Rios Montt sia coperto dall’amnistia varata tra il 1982 e il 1983 e cercando di dimostrare che in Guatemala non ci fu genocidio. E Montt, davanti a un’aula piena di parenti delle vittime e di attivisti dei diritti umani ha dichiarato: “E’ sotto la legge militare, vostro onore, che mi dichiaro innocente”. Ma il giudice, Carol Flores, imperterrita, lo ha rinviato a giudizio precisando che è accusato di “genocidio e delitto di lesa umanità”.

E da ieri, un’auto della polizia da ieri sosterà giorno e notte davanti alla sua bella casa nel settore più esclusivo di Città del Guatemala, prigione dorata dalla quale difficilmente mai uscirà.