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Incontri musicali del Terzo Tipo

23 May 2012versione stampabile

Rassicuratevi: non siamo qui a proporvi cover della famosa musichetta che ha contribuito non poco al successo del film forse più famoso di Spielberg; né vogliamo proporvi, tra X Factor e Ti lascio una canzone, ET davanti al microfono di una sala di registrazione. Siamo, scriviamo qui, invece, per segnalarvi tre novità discografiche ispirate a viaggi verso pianeti improbabili, dimensioni ignote, autostrade galattiche.

Oratio al secolo Andrea Corno, messinese, dopo aver confezionato nel 2009 un pregevole album dal titolo Ora ti ho, non perde il gusto del titolo calembour con il suo secondo lavoro, Discorrendo senza ratio. Lo presentano così “Sempre più Badly Drawn Boy e sempre meno Battisti, Corno ha deciso di perdersi (o andare in esplorazione) in spazi musicali che fin ad oggi non aveva mai affrontato, confezionando canzoni con un respiro tutto nuovo, introducendo nel suo arsenale musicale sintetizzatori d’epoca, batterie reverberate e chitarre elettriche; il tutto, grazie anche alla complicità di una band ormai consolidata e formata da Oliviero Lopes (piano, ukulele) e Emanuele Primavera (batteria), oltre alla presenza di altri ospiti”.
Negli spartiti ci sono rimandi anni ’60, visitati con spirito innovativo e sguardo aperto a quell’epoca nel mondo. C’è una canzone, soprattutto, CT-PA, con una bella strofa “Catania-Palermo è collegata/da un’autostrada in mezzo al cielo/E allora che faccio?/Corro in mezzo al cielo/Taglio il triangolo in due parti/Quindi ne traccio la meridiana/Corro sulla mediana”. Ci piacciono molto le orazioni, sottilmente civili, di Oratio.

Un mappamondo incastonato sull’orlo di un water è la copertina dell’ album Uomo bianco, di Rigotto. Il “batterista e cantautore, polistrempellatore e fonico”, questo il curriculum artis a sua firma, si era già cimentato con le dimensioni del cielo nel precedente disco Corpi celesti. In questo caso dà libero sfogo alla voglia di raccontare come gli pare, tra note agrodolci, sorrisi canori, elettronica mai ostica, ampi giri di chitarre, in dodici brani, “Un requiem a lieto fine per una civiltà apparentemente agli sgoccioli”. Cammina anche sulle corsie della Via Lattea, Rigotto bardo irriverente, e dichiara “La Via Lattea spesso e volentieri mi va stretta/Specialmente se vado di fretta/Ma è un posto bellissimo in cui stare/Se non sai più dove andare”. Divertitevi con lui, che sa infilare la “parolaccia” giusta al posto giusto, pronta a colpire sulla testa i tanti alieni che popolano il nostro pianeta. E poi a volarsene via, leggera.

Terza indicazione, riservata a chi ama frequentare i bar. Se vi trovaste, un domani, a bordo di un’astronave, e vi cogliesse il desiderio di un aperitivo ben lontano da happy hour e apericena, neologismi di orribile conio, fermatevi all’Intergalactic Art Café. È il bar dove suonano i bolognesi Stereokimono: Alex Vittorio, Cristina Atzori, Antonio Severi, maestri di raffinati cocktail sonori insieme a uno stuolo di musicisti ospiti. I dieci pezzi rimandano, ma creativamente, agli Emerson Lake & Palmer e ai King Crimson; si aprono con vigorose introduzioni di batteria, fondono le voci in un ensemble sonoro rok e prog; costruiscono perfette misure lunghe a colpi di chitarre e tastiere affrontate con piglio di altri tempi. Il booklet disegnato da Elena Cusini, che racconta i bar flies dell’Intergalactic, è una nota melodiosa in più. Ascoltate la piccola suite (una decina di minuti) intitolata Rebus. Libagione consigliata, un Paradise: succo d’arancia, apricot brandy e gin. Nel volare in alto, non bisogna mai darsi limiti.

 

Info

– Oratio, Discorrendo senza ratio (Malintenti Dischi/Edel)

abuzzsupreme.it (info e acquisto)

 

– Rigotto, Uomo bianco (Controrecords)

rigotto.it, newmodellabel.it (info e acquisto)

 

– Sterokimono, Intergalactic Art Café (Immaginifica/Edel)

edel.it, aerostella.it (info e acquisto)