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Quebec, in 250mila contro tasse universitarie e leggi d’emergenza

23 May 2012versione stampabile

Luigi Cascone

Centesimo giorno di manifestazioni in Quebec contro l’aumento delle tasse universitarie dell’80 percento deciso dal Primo Ministro e capo del Partito Liberale, Jean Chares. Dopo tre mesi di proteste e prove di dialogo che non hanno sortito alcun risultato, soprattutto a causa dell’intransigenza del Primo Ministro, il confronto tra studenti e governo ha assunto contorni sempre più aspri. Quasi cento dimostranti sono stati arrestati ieri a margine della grande manifestazione che ha portato in piazza circa 250mila persone.

Oltre alle misure in tema d’istruzione, le proteste si sono concentrate contro la legge d’emergenza 78, approvata il 18 Maggio dall’Assemblea Nazionale del Quebec per porre fine agli scioperi e inasprire le pene contro i dimostranti. Nonostante tutto, l’entrata in vigore della “Loi 78”, che secondo il professore di diritto civile all’Università di Ottawa, Charles Panaccio, “concorre a instaurare un regime di repressione e paura”, non ha fermato le 250mila persone che ieri sono scese in piazza a Montréal. Infatti, contravvenendo alle disposizioni della legge speciale, la quasi totalità dei manifestanti ha deciso di non seguire il tragitto concordato con le forze dell’ordine e ha deviato per altre vie, mandando in tilt il traffico cittadino.

Gabriel Nadeau-Dubois, uno dei due portavoce di Classe, l’associazione dei sindacati studenteschi di Montréal, intervistato da Afp, ha dichiarato che “dopo un avvenimento come questo, il governo non può più assimilare la disobbedienza civile al vandalismo. Qui ci sono decine di migliaia di persone che oggi stanno disobbedendo a questa legge (la Loi 78 n.d.r.). Oggi abbiamo reso evidente che questa legge è assurda e inapplicabile, ed è anche la prova che la piazza può far capire al potere politico i suoi errori”. Infatti, secondo il giornale canadese Le Devoir, gran parte del successo di questa manifestazione è dovuto “al nuovo respiro dato alle proteste proveniente dall’indignazione generale verso una legge che è vista come liberticida”.

Secondo il professor Panaccio, infatti, la Legge 78 è “la cosa peggiore che sia avvenuta in Quebec in termini di autoritarismo”. Numerose disposizioni previste nella norma vanno a colpire direttamente le associazioni studentesche. Le multe possono arrivare fino a 125mila dollari per i gruppi ritenuti responsabili direttamente o indirettamente di perturbare il regolare svolgimento dei corsi universitari. Ma c’è di peggio. Se le associazioni non seguono le nuove regole del gioco potranno perdere un trimestre di contributi per ogni giorno di protesta. “Questo è un grave attentato alla libertà d’associazione – continua il professore di Ottawa – Saranno punite per dei comportamenti che non hanno commesso”. Infatti, con l’entrata in vigore della nuova legge speciale, le organizzazioni studentesche saranno ritenute colpevoli per le azioni dei singoli iscritti. Inoltre, questa responsabilità si allarga alle manifestazioni con più di 50 persone. Le associazioni e sindacati degli studenti, in questo caso, saranno responsabili difronte alla legge dei comportamenti dei singoli individui che partecipano alla dimostrazione.

Gli altri elementi principali della legge speciale approvata dall’Assemblea Nazionale sono l’obbligo per i professori, dopo tre mesi di sciopero, di riprendere il servizio, l’interdizione a fare assemblee all’interno di uno stabilimento dedito all’insegnamento e all’interno di un raggio di 50 metri dai limiti esterni dello stesso, e l’obbligo di concordare luogo e percorso delle manifestazioni otto ore prima con la polizia.

 

One Response to Quebec, in 250mila contro tasse universitarie e leggi d’emergenza

  1. Ignazio De'Mbech

    5 June 2012 at 18:12

    Complimenti per l’articolo, molto interessante e ricco di infromazioni. Qualcuno può fornirmi fonti italiane sull’argomento? O son tutte in francese/inglese?