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Tobin Tax, la proposta dell’Europarlamento

23 May 2012versione stampabile

Il Parlamento Ue ha approvato oggi il progetto di legge per una tassa sulle transazioni finanziarie, proponendo di proseguire l’iter del progetto anche in presenza di posizioni contrarie da parte di alcuni Stati membri. I deputati europei accolgono le aliquote fiscali proposte dalla Commissione (0,1 percento per azioni e obbligazioni e 0,01 percento per i derivati) e sono concordi nell’esentare dalla tassa i fondi pensione.

Frederick Florin/Afp/Getty Images

Il Parlamento europeo risponde così alla volontà del 66 percento dei cittadini dell’Unione, favorevoli all’adozione della Tobin Tax, chiamata così dal nome dell’economista premio Nobel James Tobin che la propose la prima volta nel 1972. La relatrice Anni Podimata, membro dei Socialisti & Democratici e vicepresidente dell’assise, ha dichiarato che la tassa “rappresenta una parte integrante della strategia per uscire dalla crisi. Porterà una distribuzione più equa del peso della crisi e non causerà una ri-localizzazione al di fuori dell’Ue, poiché il costo di quest’ultima è superiore al pagamento della tassa”.

Nel fare proprie le proposte della Commissione, il Parlamento ha anche introdotto il ‘principio di emissione’, che obbliga le istituzioni finanziarie non residenti nel territorio dell’Unione Europea a pagare la tassa, qualora commerciassero titoli emessi all’interno della zona economica Ue.

Come esempio, viene addotto quello di azioni Siemens, emesse originariamente in Germania e scambiate fra un’istituzione di Hong Kong e una di New York: queste sarebbero comunque soggette alla tassa. Essendo una misura impopolare in numerosi Paesi membri, il Parlamento ha proposto di far seguire alla tassa l’iter della cooperazione rafforzata. Decisa la vicepresidente del Parlamento Europeo: “Essendo l’Unione europea il più grande mercato finanziario, spetta a noi fare il primo passo. Non possiamo essere tenuti in ostaggio da una manciata di Stati membri”, ha sostenuto la relatrice Podimata.