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E IL MENSILE, GIUGNO

24 May 2012versione stampabile

E, il numero di giugno in edicola dal 25 maggio

Guardando al futuro. Per uscire dalla crisi, per trovare nuovi modi di vivere e di lavorare. “Io speriamo che me la cavo” è il titolo del servizio di apertura del numero di giugno e l’immagine scelta per la copertina – un gruppo di persone che si stanno costruendo da soli quella che sarà la loro casa – restituisce il senso di questo lavoro. C’è chi, insieme ai propri colleghi, ha rilevato la fabbrica in cui lavorava, chi da macellaio è diventato guida turistica, chi con la conversione al biologico ha salvato la propria azienda agricola, chi ha preso in mano la cazzuola. E poi c’è la scuola che, con i pannelli solari, “fa cassa” e riesce a fronteggiare i tagli che la colpiscono.

Da menzionare l’editoriale di Gianni Mura: si occupa del femminicidio, delle morti delle donne in Italia, cui E dedica mensilmente l’osservatorio “Casa dolce casa”: <Non ci può essere pace senza libertà. Una donna, in Italia e altrove, deve essere libera di vivere la sua vita con la sua testa e il suo cuore, senza soggiacere alla violenza di uomini-padroni che da sempre si sentono autorizzati a decidere per loro>.

Ancora nel numero di giugno:

  • Un reportage da Hanawon, Corea del sud, la “scuola” in cui vengono forzatamente rieducati al libero mercato e all’uso del bancomat coloro che fuggono dal regime nordcoreano.
  • Un viaggio nel quartiere romano di Cinecittà, tra la polvere di stelle dei vecchi studios e i nuovi immigrati nella zona.
  • “Sogni cubani” è il portfolio nato dal progetto di due fotografi Enrique Rottenberg e Carlos Otero Blanco che hanno ritratto i luoghi del sonno dei cubani, tra tracce di antico splendore e grande miseria. Ad accompagnare le foto il testo dello scrittore cubano Leonardo Padura Fuentes.
  • E si domanda come e se è finita la primavera araba. Lo fa intervistando alcuni analisti internazionali, dando conto dei principali accadimenti di questo anno in quei Paesi e, in ultimo, con un reportage dalla Siria. Il nastro fotografico è interamente dedicato al progetto, diventato anche una mostra itinerante in Libia, di sette fotoreporter che sono stati in quel Paese durante la guerra e hanno documentato tutte le fasi fino alla caduta di Gheddafi.

Ancora e come ogni mese: le storie iniziali, il fumetto dedicato stavolta alla strage di Piazza della Loggia a Brescia, il racconto – “Cassata e pastiera” di Claudio Sanfilippo – le rubriche, le segnalazioni culturali, le pagine di Emergency e i nostri osservatori.