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Messico, nuova ondata di giovani protestatari

24 May 2012versione stampabile

Photo credit should read YURI CORTEZ/AFP/GettyImages

Lorenzo Giroffi

Le piazze del mondo si stanno tramutando da punti d’aggregazione ad agglomerati di dissapori verso una classe politica lontana dai sentimenti irrequieti di popolazioni vogliose d’attenzione. Il Messico, di cui senza dubbio si ricordano passati scenari d’oppressione violenta verso i movimenti di protesta, è teatro di manifestazioni organizzate per destabilizzare la quasi sicura vittoria del candidato del PRI (Partito Rivoluzionario Istituzionale), Enrique Peña Nieto, alle prossime elezioni politiche del primo luglio.

Questa volta la piazza si è costituita sotto il monumento Estela de Luz, rappresentativo del bicentenario del Paese. Quindi ancora una volta la protesta si aggrega in posti simbolo di istituzioni più pronte a celebrarsi che ad ascoltare. Lo slogan utilizzato dalle migliaia di ragazzi messicani è “Contra la democracia de telenovela / Abbasso la democrazia della telenovela”, che rappresenta il malumore di una generazione che sente tutto il sistema informativo intrappolato nel monopolio televisivo di Televisa, che, con logiche palesemente poco polifoniche, accerchia tutta la sua attenzione nel candidato del PRI, senza dare voce alle  realtà politiche periferiche  (gli altri due maggiori partiti, comunque immersi nel sistema di potere, che concorreranno alle elezioni sono il Pan di centrodestra ed il PRD di sinistra).

In Messico sono ventiquattro milioni i giovani sotto i ventinove anni, quattordici milioni non hanno mai votato alle elezioni presidenziali. Pretendono un ripristino del sistema democratico, spogliandolo della latente corruzione presente nel Paese. Secondo il Ministero della Pubblica Sicurezza Messicana nella giornata di mercoledì sarebbero stati quindicimila a radunarsi in Estela de Luz, ma a parte i numeri fisici, la gran parte dei manifestanti, presenti e non, richiede un sistema informativo non filtrato, con priorità da dare al web 2.0.

I detrattori dei protestatari imputano a questi di non avere linee uniformi né nelle richieste, né nelle proprie strategie, ma di essere semplicemente dei sostenitori del candidato del PRD, Andres Manuel Lopez Obrador, anche se i ragazzi in piazza sono decisi a dichiarare di non supportare nessuno dei tre maggiori candidati. Forse anche in questo caso le istituzioni tendono più a celebrare la coerenza anemica delle proprie strategie, che ad immergersi in una realtà sempre più insofferente.

Vivir mexico segue passo passo tutti gli sviluppi della protesta messicana, con voci e speranza dei giovani.