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Nucleare iraniano, riprendono colloqui a Baghdad. Londra: “Pronti piani militari”

24 May 2012versione stampabile

Il gruppo del 5+1 (Francia, Usa, Russia, Gran Bretagna, Cina, cioè i membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu più la Germania) hanno ripreso oggi a Baghdad i colloqui con l’Iran in merito al programma nucleare di quest’ultimo. La comunità internazionale è ferma sulla sua posizione e sulla richiesta all’Iran d’interrompere il processo di arricchimento dell’uranio al venti per cento. Soprattutto in Occidente sono forti i timori che i piani iraniani siano indirizzati verso la costruzione di armi atomiche.

L’Iran sta cercando di convincere gli interlocutori delle proprie intenzioni, chiedendo un approccio graduale, ma il gruppo dei 5+1 sembra intenzionato a respingere tale proposta: si attendono sviluppo nei prossimi colloqui. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars, però, tra Stati Uniti e Russia sarebbero emersi contrasti, con Washington più propensa a usare il bastone invece della carota e a minacciare un inasprimento delle sanzioni.

E che una soluzione diplomatico/consensuale sia giudicata sempre meno probabile lo ha fatto sapere, indirettamente, il ministero della Difesa britannico, che ha ammesso di aver già pronti i piani per un’eventuale guerra all’Iran, pur esprimendo forte contrarietà. Secondo i vertici militari inglesi, ci sono tra il 25 ed il 50 per cento di probabilità che si possa arrivare a un conflitto armato. Il segretario di Stato della Difesa, Philip Hammond, ha ribadito il concetto parlando della consistenza e della prontezza delle truppe inglesi, capaci d’intervenire in qualsiasi momento.

One Response to Nucleare iraniano, riprendono colloqui a Baghdad. Londra: “Pronti piani militari”

  1. Aglieglie Bratsorf

    24 May 2012 at 14:43

    Visto che il “regime change” alla libica (we came we saw he died hahahaha) in Siria non ha funzionato, ci stiamo reindirizzando contro l’Iran, dopo un periodo di attesa che coincideva con le speranze di riuscita dell’offensiva dei nostri mercenari contro Damasco. Con l’estensione al Libano, il conflitto è diventato ufficialmente un ingestibile “tutti contro tutti”, pertanto i colloqui sul nucleare arrivano a fagiolo. Lì riproporremo la solfa stucchevole della minaccia nucleare iraniana e il solito obiettivo di attacco militare. Dobbiamo pur fare contenti Netanyahu e Barak che da due settimane sbraitano con la bava alla bocca, e un Obomba che ha bisogno di far vedere che è bianco per prendersi i voti che contano.