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Una firma per salvare l’Amazzonia

24 May 2012versione stampabile

“Le chiediamo di agire immediatamente per salvare le preziose foreste del Brasile: solo il suo veto può fermare i cambiamenti alla legge che oggi protegge l’Amazzonia. Le chiediamo inoltre di prevenire futuri assassinii di ambientalisti e di lavoratori, attraverso il rafforzamento della sicurezza contro i latifondisti che disboscano illegalmente la foresta e l’aumento della protezione delle persone che rischiano di essere uccise. Il mondo ha bisogno del Brasile come leader internazionale in difesa dell’ambiente, e la sua azione ora proteggerà il pianeta per le generazioni future”.

È questo il testo della petizione lanciato da Avaaz.org, la comunità virtuale transnazionale che, attraverso campagne e appelli, organizza i cittadini di tutte le nazioni per avvicinare il mondo che abbiamo al mondo che la maggior parte delle persone ovunque vorrebbero. Destinataria della missiva la presidente Dilma Rousseff, l’unica che può fermare – ponendo il proprio veto – una legge già approvata dal Parlamento che andrà a dare carta bianca a taglialegna e contadini condannando a morte il polmone verde del mondo.

 

Antonio Scorza/Afp/Getty Images

 

 

Ad averla firmata sono quasi 2 milioni di persone in quella che è ormai una corsa contro il tempo. La petizione sarà infatti consegnata entro 48 ore negli uffici della presidenza e più firmatari avrà raccolto più peso avrà. La decisione definitiva, infatti, sarà presa entro due giorni, fra manifestazioni di piazza, proteste e appelli, visto che il 79 percento dei brasiliani è contrario a questa nuova legge. “Unirci a loro aumenterà la pressione interna e internazionale e spingerà la presidente a segare la legge, non la foresta”, spiegano da Avaaz.

A far sperare che Rousseff opti per un gesto ambientalista c’è anche il fatto che tra poche settimane il Brasile ospiterà il più importante vertice mondiale sull’ambiente – il Rio20 – e, a quanto riferisce il team di Avaaz “gli addetti ai lavori dicono che per la presidente il conto da pagare sarebbe troppo salato se dovesse fare la padrona di casa nei panni di quella che ha appena approvato la distruzione della foresta pluviale”.

Per convincere Dilma a porre il suo veto basta entrare in www.avaaz.org e cliccare sul riquadro “firma la petizione

La foresta amazzonica produce 20 percento dell’ossigeno mondiale e ha dunque un ruolo fondamentale nell’ostacolare il cambiamento climatico mondiale. Tra il 2004 e il 2011 il Brasile ha ridotto drasticamente il tasso di deforestazione, facendolo scendere del 78 percento proprio grazie a quella legge che adesso è stata riformata e snaturata. Se passasse diventerebbe legale deforestare un’area grande quanto la Francia e la Gran Bretagna messe insieme e i taglialegna riceverebbero un’amnistia per tutti i crimini di deforestazione commessi in passato, creando un precedente negativo per tutti gli altri paesi. “Per questo motivo che è così importante che tutti noi ci attiviamo per proteggerla – spiegano da Azaaz -. Il Brasile è un paese in rapido sviluppo, impegnato a far uscire milioni di persone dalla povertà. Nonostante sia dimostrato che non c’è nessuna correlazione fra deforestazione e crescita, Dilma Rousseff è sotto pressione da parte delle potenti lobby dell’agricoltura che l’hanno aiutata a essere eletta e che vogliono abbattere gli alberi per fare profitto. E ora la situazione sta assumendo contorni drammatici: alcuni attivisti sono stati zittiti, minacciati e uccisi. Ma gli ex ministri dell’ambiente e i cittadini di tutto il Brasile hanno mandato un messaggio chiaro a Rousseff: vogliono salvare l’Amazzonia. Ora sta a noi dare loro supporto, incoraggiando la Presidente a rimanere con la schiena dritta. Trasformiamo la mobilitazione dei cittadini di tutto il mondo in una vittoria per tutto il pianeta! Firma ora la petizione urgente e dillo a tutti: le firme saranno consegnate dall’ex Ministro dell’ambiente direttamente nelle mani di Dilma”.