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Bruxelles, stop agli aiuti per i paesi anti-democratici

25 May 2012versione stampabile

L’assistenza finanziaria d’emergenza finanziata dall’Unione Europea per i Paesi vicini in difficoltà potrà avvenire solo a condizione di un pieno rispetto dei diritti umani e della democrazia. Questa la posizione che il Parlamento Europeo ha adottato ieri in seduta plenaria. L’eurodeputato Metin Kazak (Ppe), autore della proposta ha dichiarato: “Troppo spesso, nel passato, quest’assistenza è stata garantita senza tenere in considerazione i valori europei come, ad esempio, nei casi degli aiuti dati all’Ucraina e al Tajikistan nel 2000.”

Il Parlamento spera che le regolamentazioni in materia di assistenza finanziaria vengano modificate in maniera tale che i Paesi vicini all’Ue, e quindi Balcani ed est Europa, siano obbligati a soddisfare condizioni sempre più severe per ottenere gli aiuti.
Ventitrè nazioni hanno beneficiato dei 7 miliardi di euro donati tramite il programma d’assistenza finanziaria d’emergenza, attivo dal 1990.