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Il raduno fascista di Rovetta

28 May 2012versione stampabile

“Presente!”, è quello che i quasi cinquecento nostalgici del fascismo, urlano facendo il saluto romano, commemorando uno ad uno i 43 soldati della Legione Tagliamento che nel 1945 furono fucilati all’esterno del cimitero di Rovetta.
Piccolo paese della provincia di Bergamo di circa quattromila abitanti, Rovetta è incastrata tra le pre-alpi Orobiche e la Valle Seriana.
Una realtà tranquilla ma che dal 1986 ha visto riemergere i fantasmi del passato.
Simpatizzanti e nostalgici di estrema destra, provenienti da tutta Italia, si riuniscono nell’ultima domenica di maggio nel piccolo cimitero del paese per commemorare i 43 giovani miliziani della Rsi della Legione Tagliamento fucilati dai partigiani il 28 aprile del 1945.
Partita quasi in sordina, come una semplice commemorazione, oggi la manifestazione sotto la guida di padre Giulio Tam è diventata uno dei maggiori raduni di simpatizzanti di estrema destra.
Lo stesso padre Tam ha espresso più volte che la sua tonaca è soltanto una camicia nera un po’ più lunga.
La commemorazione si limita alla posa di 43 rose accanto alla lapide posta nel luogo della fucilazione, mentre la predica della successiva messa officiata all’interno del cimitero acquista, in alcuni punti, i tratti di un comizio politico per certi versi delirante.
Si parla di crisi economica, di islamizzazione della cultura occidentale e di perdita dell’importanza di Dio nella vita di tutti gli uomini ormai schiavi dei mercati e dell’economia.
Una mescolanza di ideologie e populismo che ha facile presa sui manifestanti accorsi.
Al raduno hanno risposto i “Ribelli della Montagna” con una marcia pacifica sul sentiero del monte Blum che svetta sulla cittadina di Rovetta.
Le forze dell’ordine, presenti in gran numero, sono comunque riuscite a tenere le due fazioni lontane.

Didascalie
1- Ingresso al cimitero di Rovetta
2- Padre Giulio Tam
3- Un manifestante mostra il suo messaggio personale
4- Il saluto romano ogni volta che viene nominato il Duce
5- l saluto romano ogni volta che viene nominato il Duce
6- l saluto romano ogni volta che viene nominato il Duce
7- Padre Tam in testa al corteo
8- La lapide commemorativa posta sul muro dove furono uccisi i 43 Legionari della Tagliamento
9- La croce commemorativa con al posto del Padre l’immagine di Benito Mussolini, al posto del Figlio il simbolo della Tagliamento ed al posto dello Spirito Santo la bandiera della repubblica sociale
10- Il corteo fascista con la presenza anche di bambini.
11- un gruppo di manifestanti si ferma davanti la croce commemorativa del duce
12- Un manifestante con gonfalone
13- Padre Tam durante la messa. Ufficialmente dovrebbe essere scomunicato
14- La messa dentro il cimitero di Rovetta. Sull’altare svetta la bandiera della repubblica sociale
15- La messa dentro il cimitero di Rovetta. Sull’altare svetta la bandiera della repubblica sociale
16- Un manifestante mostra il suo messaggio personale
17- Uno dei reduci della legione Tagliamento mostra il fazzoletto della brigata
18- Un manifestante mostra il suo messaggio personale
19- Il saluto romano alla fine della messa.
20- Padre Tam davanti l’altare.

4 Responses to Il raduno fascista di Rovetta

  1. Walter

    29 May 2012 at 16:31

    E continuiamo a calpestare la costituzione con noncuranza :-(

  2. gianfranco bracaloni

    29 May 2012 at 17:18

    non ho parole sufficienti allo sdegno che provo, in pochi giorni raccolgo notizie che mi dicono che vivo in una nazione dove improvvisamente scopre che le stragi sono fasciste coperte dai “servizi deviati”, poco importa se tutti sono assolti,a brindisi qualcuno uccide per dire cose incomprensibili ai comuni mortali,un nuovo terremoto mette a nudo il potere del profitto contro il diritto alla vita (non so spiegarmi in altro modo come capannoni nuovi possono crollare)e De Gennaro non è responsabile dell’inusitata violenza dei suoi uomini alla Diaz, per 5,7 milioni di mazzette ti trovi ai domiciliari quando per molto meno sei in carcere. che dire, oltre a mantenere la memoria e la forza per esprimere le idee di libertà e giustizia. mettere corpo e tempo contro chi ti vuole comodo dinanzi al televisore e continuare a sognare un mondo migliore cercando di rimanere umanamente indignato, un giorno forze avremo in molti una ricetta contro la demenza.

    • michele D'Alberto

      4 June 2012 at 18:27

      Cerchiamo noi di essere migliori ogni giorno, non assecondando la menzogna e evitare i tutti i comportamenti volti in quella assurda direzione.

  3. la Resistenza non è mai finita!

    31 May 2012 at 14:34

    Gianfranco, l'”indignazione umana” non basta di certo… dobbiamo studiare le falle del sistema che ci opprime, unirci in una lotta comune impegnandoci in prima persona, senza delegare a formazioni politiche che, appunto, fanno parte di quella società basata sulla violenza e sul “potere del profitto” che quotidianamente genera il fascismo… solo così riusciremo a vedere una società libera e giusta!

    Uno studente