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Corea del Nord, operazioni delle forze speciali Usa?

30 May 2012versione stampabile

Gabriele Battaglia

Le dichiarazioni incaute di un alto graduato Usa potrebbero provocare una crisi diplomatica da fare impallidire la Guerra Fredda.
Lui si chiama Neil Tolley, è generale di brigata, e durante una conferenza stampa in una base di Tampa, Florida, ha spiegato che truppe speciali sudcoreane e statunitensi sarebbero state paracadutate in territorio nordcoreano per raccogliere informazioni su una rete di tunnel non identificabile dai satelliti.

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David Axe, un reporter presente alla conferenza stampa, ha prontamente ripreso le informazioni per  poi pubblicarle sul blog “War is boring” e quindi su The Diplomat Magazine. Dopo di che, i giornali di mezzo mondo si sono accodati.
Ecco il testo del post, che riproduciamo integralmente.

“Forze Speciali americane sono state paracadutate in Corea del Nord a spiare una vasta rete di strutture militari sotterranee di Pyongyang. Le sorprendenti rivelazioni, che arrivano da un alto ufficiale dei commandos Usa, ci ricordano che l’America continua a essere coinvolta in una ‘guerra fredda’ nella penisola coreana – e che la Corea del Nord fa grandi preparativi per l’eventualità che il conflitto diventi caldo.
Nei decenni successivi la fine della guerra di Corea, Pyongyang ha costruito migliaia di gallerie, ha detto martedì scorso il generale di brigata Neil Tolley, comandante delle forze speciali statunitensi in Corea del Sud, in una conferenza in Florida. Tolley ha riferito che i tunnel comprendono 20 aeroporti in parte sotterranei, migliaia postazioni di artiglieria e almeno quattro tunnel scavati sotto la zona demilitarizzata che separa le due Coree. ‘Non sappiamo di quanti ignoriamo l’esistenza’, ha detto Tolley.
‘L’intera infrastruttura delle gallerie è nascosta ai nostri satelliti’, ha aggiunto. ‘Così mandiamo soldati [sudcoreani] e soldati Usa nel nord in missioni speciali di ricognizione’. Tolley ha detto che i commandos sono paracadutati con equipaggiamento minimo per poter osservare i tunnel senza essere a loro volta individuati.
Tolley ha rivelato il nuovo equipaggiamento che aumenterebbe la capacità delle spie senza esporle alle truppe della Corea del Nord. Per cominciare, ha detto che i suoi uomini potrebbero utilizzare un sensore leggero in grado di ‘evidenziare ciò che c’è in una struttura rimanendo a distanza’. Inoltre, i commandos trarrebbero beneficio da una radio ad alta frequenza al cui segnale non si può risalire. Infine – e con più enfasi – Tolley ha detto che un sistema wireless per la trasmissione di energia permetterebbe alle sue truppe di sconfinare in Corea del Nord senza pesanti carichi di batterie per le radio e gli altri dispositivi”.

Il colonnello Jonathan Withington, portavoce delle forze Usa in Corea del Sud, si è affrettato a smentire in un comunicato la versione che ormai impazzava sui media, dichiarando che “qualche resoconto si è preso molte licenze nei propri commenti, portandoli completamente fuori contesto”. Né gli Usa, né la Corea del Sud – ha aggiunto – hanno mai paracadutato nessun soldato dall’altra parte, anche perché “l’utilizzo di gallerie in Corea del Nord è ben documentato”. Addirittura, “molti dei tunnel conosciuti lungo la DMZ vengono visitati dai turisti ogni giorno”.

Insomma, una non notizia? Tolley avrebbe parlato solo ipoteticamente mentre il giornalista avrebbe travisato?
Dopo avere additato Axe di inaccuratezza, l’esercito Usa si è chiuso nel “no comment”, mentre il reporter, punto sul vivo, ha continuato a cercare conferme di quanto da lui udito presso altri giornalisti presenti alla conferenza stampa o tempestando di richieste lo stesso comando Usa in Corea. Ha pubblicato su “War is boring” tutti questi scambi e perfino la scansione dei propri appunti, pur ammettendo che non fanno testo.
Alla fine, dopo avere ottenuto da un paio di colleghi la conferma che quanto da lui scritto fossero effettivamente le parole del generale, Axe ha incassato anche quella del tenente colonnello James Gregory, “media officer” del Pentagono presente alla conferenza: Tolley ha detto proprio quello – riconosce Gregory – ma forse, “nella sua testa, pensava in termini ipotetici”.
Insomma, non sappiamo se soldati statunitensi e sudcoreani siano abitualmente paracadutati in Corea del Nord; possiamo però ipotizzare che un generale Usa stia per perdere le stellette.