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Afghanistan, 579 civili uccisi tra gennaio e aprile

31 May 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

Nei primi quattro mesi dell’anno 579 civili afgani sono rimasti uccisi in azioni militari, bombardamenti, attacchi e attentati, e 1.216 sono rimasti feriti e mutilati. Lo ha reso noto ieri a Kabul il capo della missione Onu in Afghanistan (Unama), Jan Kubis.

Il 79 per cento dei civili uccisi risultano vittima di attacchi della guerriglia talebana, soprattutto attentati suicidi, il 9 per cento delle forze Nato e governative e il 12 per cento in atti di violenza non direttamente collegati al conflitto.

Questi dati mostrano un calo del 21 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011 – anno durante il quale erano morti in tutto 3.021 civili.

Va ricordato che si tratta di dati parziali. Non solo perché – come si può leggere nell’appendice metodologica dei rapporti Unama – “c’è la forte possibilità di sottostima” in quanto Unama non ha accesso alle aree più calde del conflitto. Ma soprattutto perché i dati non comprendono le vittime civili di azioni Nato contestate dai comandi Isaf.

Casi come quello di domenica scorsa, quando un’intera famiglia di otto persone, compresi diversi bambini, è rimasta uccisa ella provincia orientale di Pakikta sotto le macerie della sua casa colpita da missili della Nato. Un ‘incidente’ denunciato dalle autorità locali, ma negato dai comandi Isaf, e che quindi non rientra nelle statistiche Unama.