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Francia, abbasso i salari

31 May 2012versione stampabile

Luca Galassi

Venti volte tanto: è questo il rapporto – di per sé già immorale – oltre il quale non si potrà più andare: gli stipendi dei top manager pubblici francesi non potranno superare questa proporzione, rispetto ai salari più bassi del settore pubblico.

Afp/Getty Images

Lo ha annunciato il Primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault in un’intervista al settimanale L’Express, precisando che la norma si applicherà anche ‘ai contratti in corso’. Fino a oggi, nel Partito Socialista francese, la posizione era quella di aspettare la fine – o il rinnovo – del mandato dei dirigenti delle aziende di Stato – prima di cambiare le regole del gioco.

Il principio che fissa un tetto alle remunerazioni cosiddette ‘habituelle’ (in parte fisse e in parte variabili) verrà proposto dove lo Stato è azionista di minoranza (come France Télécom, Renault, Air France), mentre sarà imposto laddove la maggioranza è pubblica (Edf, Areva, Poste francesi).

Nel ricordare che gli stipendi dei ministri sono stati ridotti del 30 percento, Ayrault ha fatto appello al patriottismo dei dirigenti “ai quali è fatto obbligo di comprendere che la crisi necessità di situazioni esemplari da parte delle élites politiche ed economiche”.

Non si conoscerà fino all’emanazione di un decreto apposito l’entità del salario che si prenderà a parametro per valutarne il multiplo di venti. Tuttavia, il tetto massimo sarà fissato a circa 350mila euro all’anno.

Non sono sicuramente molte le imprese pubbliche dove tale legge verrà applicata, dicono i sindacati. E in molte di queste, il rapporto tra stipendio massimo e minimo difficilmente supera l’uno a dieci. Di seguito, tratto dal sito di economia francese Les Echoes, i salari dei cinque più pagati dirigenti di imprese pubbliche, con la percentuale di azioni detenute dallo Stato:

  • Henri Proglio (un milione 170mila euro), Edf (84,5 percento)
  • Pierre Graf (736mila euro), Aeroporti di Parigi (60 percento)
  • Luc Oursel (679mila euro), Areva (89 percento)
  • Jean-Paul Bailly (609mila euro), Poste francesi (100 percento)
  • Christophe Blanchard-Dignac (235mila euro), Francaise des Jeux (72 percento)