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Gran Bretagna, Olimpiadi e paranoia

31 May 2012versione stampabile

Mario Di Vito

Potere e paranoia. Le Olimpiadi di Londra andranno in scena ad agosto e questi mesi che le precedono sono pieni di allarmi terrorismo, corse agli armamenti, “operazioni decoro”.

MIGUEL MEDINA/AFP/GettyImages

Uno si aspetta che a Londra l’isteria non sia mai esistita, che il tradizionale stile british faccia sì che qualsiasi imprevisto venga accolto senza scomporsi troppo. Invece, il cammino di avvicinamento ai Giochi è funestato da fughe di notizie, con i tabloid letteralmente impazziti e gli organizzatori che ormai sono a un passo dalla crisi di nervi.Tutto comincia a gennaio, quando un pendolare su un treno trova casualmente dei documenti che scottano: un dossier dei servizi di sicurezza in cui si parla di un piano da un milardo e mezzo di sterline per prevenire un eventuale attacco terroristico. Le pagine sarebbero poi finite nella redazione del tabloid The Sun che, prima di consegnarle alle autorità, ha pubblicato ampi stralci del piano di difesa della città di Londra.

I progetti dell’intelligence inglese sono svelati: durante le Olimpiadi, la città sarà sorvegliata da elicotteri modello killer egg (le cosiddette uova, usate nella guerra in Somalia del 1993 e resi famosi dal film Black Hawk Down), missili terra-aria sui tetti, cani antiesplosivo, mezzi anfibi a spasso per il Tamigi, fregate militari, jet militari pronti a partire, oltra a un’imprecisata quantità di uomini in divisa (alcune fonti parlano di almeno 24mila soldati) . Intanto, l’allarme è già scattato, sono tre settimane – dall’inizio di maggio, in pratica – che Londra vive sotto mille occhi indiscreti, pronti a cogliere il minimo segnale di pericolo. Il tutto pagato con soldi pubblici erogati a fondo perduto, non ci sono possibilità, infatti, per l’erario inglese di recuperare le spese andate via in armamenti. Tutto questo circo sarebbe stato messo su dal governo di Cameron in fretta e furia, dopo che gli Usa si erano dichiarati pronti a inviare per i mesi estivi oltre mille uomini, ritenendo il piano di sicurezza britannico troppo ‘soft’.

Tanto per non farsi mancare nulla, poi, la settimana scorsa è stata la volta delle minacce anarchiche firmate Federazione Anarchica Informa/Fronte Rivoluzionario Internazionale. Parole da prendere con le molle – chiunque potrebbe scrivere una lettera, firmarla Fai ed essere sicuro di non essere smentito –, ma che i tabloid hanno già trasformato in una catastrofe imminente. “Nel Regno Unito del controllo e l’addomesticamento da orologio – si legge su un blog –  noi siamo alcuni dei ‘non patrioti’ che trovano le Olimpiadi 2012, con la relativa esibizione di ricchezza, francamente offensivo. Non abbiamo inibizioni all’uso della guerriglia per danneggiare l’immagine nazionale e paralizzare l’economia in tutti i modi possibili. Perchè, per dirla semplicemente: non vogliamo ricchi turisti, vogliamo la guerra civile”. E’ la solita storia: si tratta di parole che dette così possono voler dire tutto o niente, utili solo a scatenare l’isteria mediatica e ad aumentare la massa della nebbia paranoica. Nel dubbio, sembrerebbe che i servizi segreti britannici si stiano preparando anche a prevenire azione “a bassa intensità” che potrebbero arrivare da parte degli anarcoinsurrezionalisti.

Nel mezzo, è scattata anche l’operazione decoro. Infatti, sono state allestiti dei grandi tendoni dentro i quali saranno allogiati senzatetto, ubriachi e tossicodipendenti, in modo da toglierli dalla vista dei tanti turisti che affolleranno Londra durante i Giochi. Oltre a questo, la capitale inglese ha dichiarato guerra anche alle lavoratrici del sesso: le reate antiprostituzione nelle zone del villaggio olimpico vanno avanti da settimane. Questo, malgrado la prostituzione non sia reato in Gran Bretagna. L’obiettivo dichiarato, insomma, è quello di rendere Londra una città da cartolina, perfetta agli occhi dei turisti. Un po’ come Cenerentola che mette la polvere sotto il tappeto. Nella speranza che nessuno se ne accorga o che, al massimo, chi dovesse accorgersene, con fare assolutamente britsh style, faccia finta di niente.