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Pane, brioches e parate sobrie

31 May 2012versione stampabile

il blog di maso notarianni

 

Solo da questo sito sono passate ben oltre 100 mila persone in un giorno e mezzo per dire no alla parata militare. Oltre 100 mila cittadini che hanno chiesto con una serie infinita di toni e sfumature al Presidente della loro Repubblica di dare un segno. Perché solo di un segno si sarebbe trattato, decidere di sospendere la parata militare del 2 giugno, non certo di una soluzione per il popolo dell’Emilia Romagna colpito dal terremoto.

A ben guardare un segno le più alte cariche dello Sato lo hanno dato, e questo ci dice del successo della nostra (nostra in senso lato, non eravamo soli) iniziativa. Ma riducendo gli organici e cercando di applicare sobrietà alla parata (un ossimoro di cui essendo persone intelligenti erano certamente consapevoli), hanno dato soprattutto l’ennesimo segno della loro ignoranza. Perché qui non vogliamo mettere in discussione la buona fede di nessuno. Sarebbe oltraggioso verso le istituzioni. Ma quel gesto, quella parata “sobria” uscita dal conclave tra Napolitano, Fini, Schifani e Monti dimostra quanto le istituzioni siano del tutto ignoranti rispetto alle sacrosante aspettative dei “loro” cittadini.

Persino un personaggio come Arnaldo Forlani, nel 1976, aveva sentito quel che il popolo chiedeva.
Oggi il sentire comune è fuori da ogni palazzo. Le imbottiture delle poltrone, i pesanti tendaggi, i tappeti, ovattano qualsiasi rumore provenga dall’esterno, lo sappiamo bene. Per questo è necessario parire le finestre, uscire, trovare il modo di farsi arrivare quei suoni che arrivano da fuori. Ma evidentemente nemmeno di fronte alle tragedie i Palazzi han più la voglia o la forza di farlo.

Han creduto con un ossìmoro, di interpretare la volontà popolare. Probabilmente ci hanno creduto davvero. Ma  la loro sobria parata suona come la famosa frase che si continua ad attribuire a Maria Antonietta: “S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche”.
E tutti sappiamo che fine abbia fatto la povera regina.

 

5 Responses to Pane, brioches e parate sobrie

  1. luciana

    31 May 2012 at 16:15

    Non sono più quei tempi…e-aggiungerei-per fortuna!Purtroppo questa mobilitazione arriva tardi e-per ottenere qualcosa-dovrebbe non afflosciarsi nello scoramento,ma anzi vedere ingrossarsi di giorno in giorno le proprie file.Nelle scuole Emergency fa un gran lavoro,ma bisogna anche escogitare iniziative o quant’altro rivolte a tutti.
    Chi ha fantasia si faccia sotto!

  2. Diego Zunino

    2 June 2012 at 18:32

    Signora Luciana, Emergency a scuola dovrebbe parlare di supporto alle vittime civili, che fino a qualche tempo fa mi pareva fosse la sua attivià principale, o fare educazione civica sostituendosi allo Stato Italiano?

  3. Marco Spedale

    4 June 2012 at 15:33

    basta con le vostre bugie comuniste le forze armate fanno parte della costituzione quindi voler abolire le forze armate è incostituzionale articolo 52 “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.”articolo 87″ Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere “

  4. Marco Spedale

    4 June 2012 at 16:26

    George Orwell scrisse nel 1942: “ Il pacifismo è di fatto pro-fascista. Lo conferma il più elementare senso comune. Se da un lato ostacoli chi in guerra è dalla tua parte, automaticamente aiuti il nemico”

  5. luciana

    6 June 2012 at 10:10

    Mi spiace non aver aperto il “giornale” prima,altrimenti avrei risposto al sig.Diego…Lo faccio comunque,anche se a scoppio così ritardato.Sì,signor Diego,Emergency NON “dovrebbe” ma “PARLA ” delle vittime civili,e di come purtroppo il suo intervento sia sempre più necessario…”. Naturalmente tutte queste vittime civili della guerra si sono fatte male….da sole!?!?!?.Quanto all’educazione civica,grazie a Dio ci sono tantissimi ottimi insegnanti che non aspettano Emergency per illustrare ai loro ragazzi il contenuto dell’Art.11 della nostra ottima Costituzione.