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Risarcimento negato ai parenti delle vittime delle stragi naziste di Massa Carrara

31 May 2012versione stampabile

Nessun risarcimento ai parenti delle vittime del nazifascismo della provincia di Massa Carrara.

La Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’allora Repubblica Federale Tedesca, recependo l’orientamento espresso, all’inizio di febbraio, dalla Corte internazionale di giustizia de l’Aja e annullando così il verdetto emesso dalla Corte militare di Appello di Roma, il 20 aprile del 2011, con il quale la Germania era stata dichiarata responsabile civile dell’eccidio di 350 civili rastrellati e uccisi nell’agosto del 1944 tra Fivizzano e Fosdinovo. L’efferato crimine era stato compiuto dalla XVI divisione corazzata SS del maggiore Walter Reder. Ai parenti delle vittime, circa 60 persone, familiari delle 350 persone uccise dai nazifascisti tra giugno e settembre del ’44, era stato riconosciuto un risarcimento di circa cinque milioni di euro. Quella di ieri è la prima sentenza con la quale la Suprema Corte recepisce l’orientamento espresso dalla Corte dell’Aja e sollecitato da Berlino. In precedenza, invece, la Cassazione aveva confermato il diritto dei familiari delle vittime ad essere risarcite per la morte inflitta ai loro cari dai soldati tedeschi.