home » blog » io e Mohammed » Questione di punti di vista

Questione di punti di vista

1 June 2012versione stampabile

Osservare. Secondo i principali dizionari: guardare con attenzione, studiare, esaminare. E’ l’atto di osservare con la vista o analizzare con la mente determinati fatti e fenomeni per studiarne la dinamica e trarne giudizi.

E l’amico punto di vista conta anche se osservi? O soltanto se guardi?

Comunque eccoli qui, i giudizi degli osservatori (sempre secondo il dizionario: colui che osserva..) dell’Unione europea, accolti per la prima volta ad Algeri durante le ultime elezioni del 10 maggio.

”Trasparenza e libertà totale”. Così Ines Ayala, eurodeputata spagnola, ha descritto lo scrutinio. Parlando ieri a Bruxelles, lo ha definito ”un passo avanti e un messaggio positivo per i paesi della regione”. Dello stesso parere anche Antonio Panzeri, a capo della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i paesi del Maghreb.

Il voto e’ stato ”un passo avanti per la democrazia in Algeria”, ha detto, si e’ svolto in un clima ”sereno”.

Ma non finisce qui. Tutti hanno fatto a gara per complimentarsi con Algeri. Dal capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, a Hillary Clinton, passando per il nostro Terzi, il neo presidente Hollande, seguiti a ruota dagli altri difensori della democrazia.

Peccato che proprio ieri, mentre gli europarlamentari tessevano le lodi di Algeri, siano trapelate le prime informazioni sul rapporto realizzato dalla Commissione nazionale per il controllo delle legislative (Cnisel). Il documenti definisce ”non credibile” lo scrutinio e arriva ad accusare direttamente Abdelaziz Bouteflika.

Il presidente, si legge nel rapporto di 70 pagine, ha usato la sua influenza per spingere la popolazione a votare per il Fronte di liberazione nazionale. Durante il discorso pronunciato a Setif per l’anniversario del massacro dell’ 8 maggio 1945 (due giorni prima del voto), Bouteflika si era dichiarato a favore dell’ex partito unico, ”una spinta, un ordine di voto”, ”una manipolazione”.

Inoltre, secondo il Cnisel, ”in numerose zone hanno votato anche dei morti” mentre ”alcuni elettori erano iscritti in diversi seggi”. Sospetti anche il tasso di partecipazione e ”l’annuncio dei risultati prima che in alcuni seggi fossero iniziate le operazioni di spoglio”.

Il rapporto sara’ consegnato oggi a Bouteflika. Sara’ proprio lui a decidere cosa farne.

Cosa faranno invece i garanti della democrazia? Forse, in tempi di crisi, potrebbero risparmiare un po’ e osservare meno.