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Eternit, rabbia dei parenti delle vittime per l’invito dell’Onu al proprietario

4 June 2012versione stampabile

”Ci rivolgiamo alle Nazioni Unite, alle autorità internazionali, ai capi di stato e di governo, alla presidente del Brasile Dilma Rousseff, affinché dichiarino Stephan Schmidheiny persona non gradita alla Conferenza di Rio + 20, organizzata dall’Onu sullo sviluppo sostenibile in programma a Rio dal 20 al 22 giugno”.

parenti delle vittime di Eternit - Valerio Pennicino/Getty Images

Questo il testo dell’appello diffuso Rete l’appello di Abrea, l’associazione brasiliana degli esposti all’amianto.
Stephan Schmidheiny, infatti, è stato condannato in Italia – il 13 febbraio scorso – a 16 anni di carcere per aver deliberatamente continuato la produzione nello stabilimento Eternit pur consapevole dei rischi che comportava l’esposizione all’amianto.

I parenti delle vittime dell’amianto, migliaia in Italia, si sono detti indignati dall’invito che le Nazioni Unite hanno inviato a Schmidheiny, che venti anni fa, a Rio de Janeiro, era ospite come benefattore e fondatore del World Business Council for Sustainable Development oltre che della Fondazione Avina per sostenere progetti ambientali e sociali in America Latina.

Questo, però, non cancella le grandi responsabilità per il dolore che l’Eternit ha causato in Italia e nel mondo e i parenti delle vittime chiedono rispetto. ”Schmidheiny è stato condannato per aver causato un disastro ambientale, e per questo dovrebbe essergli vietata la partecipazione a questa importante riunione che preparerà un piano e discuterà di come proteggere il futuro della Terra”, ha dichiarato il comitato di Casale Monferrato.