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Grecia. Senza medicine

5 June 2012versione stampabile

Da Atene,
Margherita Dean

Per la Grecia sono i tempi durissimi dei tagli alla sanità; i farmaci più costosi, quelli oncologici, primi tra quelli di più largo consumo, erano pressoché introvabili per mesi, cosa che ha lungamente costretto i malati a cercarli in tutti gli ospedali, le cui farmacie sono, per legge, le uniche a poterli distribuire. Per cifre astronomiche, la cura doveva essere ordinata e pagata di tasca propria, quando né gli ospedali, né le casse di previdenza ma neppure i farmacisti si possono più permettere medicinali costosi, oltre agli oncologici, mentre scarseggiano anche i vaccini per bambini.

LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images

 

Lo Stato greco deve circa 750 milioni ai farmacisti, secondo loro stime, e almeno 150 ai fornitori. Questi ultimi, dal 5 giugno hanno deciso di imporre un vero e proprio embargo ai 6 maggiori ospedali del Paese (ad Atene, Rodi e Alexandroupoli): niente garze o disinfettanti, per esempio, mentre i rimanenti ospedali dovranno saldare prima della consegna. Cosa complessa questa, visto che gli ospedali non ricevono finanziamenti sufficienti e già nel corso dell’inverno le famiglie dei ricoverati sono state spesso chiamate a fornire materiale di prima necessità a uso del loro parente ricoverato.

Dopo un fine settimana coronato dall’appello dai toni drammatici del ministro alla sanità, Christos Kittas, in difesa della dignità dei malati e della stessa vita umana, stamane è stato annunciato un accordo tra il governo e le società che importano gli oncologici, perché questi tornino a essere distribuiti – gratuitamente – dagli ospedali, anche se Gherasimos Voudouris, presidente di Eopy, la più grande cassa di previdenza, ammette che il problema potrebbe ripresentarsi.

Dello stesso parere, anche il presidente dell’associazione farmaceutica di Atene, Kostantinos Lourantos, il quale dichiara che l’intero sistema sanitario ellenico sta crollando per mancanza di fondi mentre rimane irrisolta la questione di farmaci non oncologici ma ugualmente costosi.

Intanto, le strutture di salute mentale sono le più colpite dai tagli alla sanità e non offrono più ricoveri a lunga degenza. Malati e famiglie abbandonanti a se stessi: ad Atene è sempre più frequente incontrare chi soffre di malattie psichiche.