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Nagorno-Karabakh, la guerra continua tra Azerbaigian e Armenia

5 June 2012versione stampabile

Il ministro della Difesa dell’Azerbaijan ha reso noto oggi, 5 giugno 2012, che cinque dei suoi soldati sono stati uccisi durante gli scontri con le truppe armene lungo il confine che separa la Repubblica Armena dalla Repubblica dell’Azerbaigian negli ultimi due giorni. Anche l’Armenia ha annunciato di aver perso tre dei suoi soldati.

Le due nazioni ex sovietiche sono da due decenni in disaccordo sulla controversa questione del Nagorno-Karabakh, territorio che si trova nel sud-ovest dell’Azerbaigian, dove la popolazione è in maggioranza armena.

Tra il ’92 e il ’94 le due Repubbliche si sono scontrate in un conflitto armato conclusosi con la dichiarazione del Nagorno-Karabakh come repubblica de facto (peraltro non ancora riconosciuta dalla comunità internazionale).

Gli scontri però non sono mai terminati, anzi sono aumentati in questi giorni in cui Hillary Clinton, il segretario di Stato Usa, ha intrapreso il giro del Caucaso meridionale proprio al fine di quietare le controversie territoriali nella regione.

La Clinton ha criticato la “morti insensate dei giovani soldati e dei civili innocenti” che hanno perso la vita negli scontri di questi ultimi giorni. ”Sono molto preoccupata per quello che sta succedendo”, ha detto il segretario di Stato. “L’uso della forza non risolve il Nagorno-Karabakh”, ha aggiunto, esortando le parti ad astenersi dalla violenza.

Nonostante i negoziati di questi anni, avviati dopo il cessate il fuoco del 1994, infatti, le due parti non hanno mai firmato un accordo di pace definitivo e le violenze non si sono mai arrestate.
Recentemente l’Azerbaijan ha minacciato di usare la forza per riconquistare il Karabakh se i colloqui di pace non riusciranno a produrre risultati soddisfacenti. La Clinton ha annunciato che gli Stati Uniti continueranno negli sforzi di mediazione insieme a Francia e Russia.