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Afghanistan, a rischio scioglimento l’unico partito laico e progressista

7 June 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

Il governo di Karzai minaccia di sciogliere l’unico partito politico afgano laico e progressista, il Partito afgano della solidarietà (Hamabastaghì), per aver organizzato lo scorso 30 aprile una dimostrazione di protesta contro i criminali di guerra al governo in coincidenza con le celebrazioni nazionali del ‘Giorno della vittoria dei mujaheddin’.

Questa festività politica ricorda la conquista del potere a Kabul da parte dei mujaheddin islamici (Hekmatyar, Dostum, Rabbani, Mohaddedi, ecc) il 28 aprile del 1992, dopo al caduta del regime di Najibullah.

“Nella memoria collettiva del popolo afgano – spiega a E-il Mensile Said Mahmood Pahiz, portavoce di Hamabastaghì – il 28 aprile segna l’inizio dell’incubo della guerra civile tra le fazioni di mujaheddin che per anni si combatterono per contendersi il controllo di Kabul provocando centinaia di migliaia di vittime civili”.

“Per questo il 28 aprile abbiamo organizzato una protesta contro questi signori della guerra, contro questi criminali di guerra – continua Pahiz – che oggi sono al potere con il sostegno dell’Onu e della Nato. Per noi, per il popolo afgano, il 28 aprile è una giornata di lutto nazionale, non di festa”.

La reazione degli ex-mujaheddin non si è fatta attendere: hanno approvato in Senato, da essi dominato, una risoluzione per chiedere la sospensione dell’autorizzazione legale del Partito afgano della solidarietà in attesa di un’inchiesta ufficiale che giudichi l’oltraggio alla celebrazione nazionale.

La richiesta è stata subito accolta. “Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una lettera del Ministero della Giustizia – spiega Pahiz – che ci informa che la registrazione del nostro partito è stata sospesa e che è stata aperta un’inchiesta sulla nostra protesta  per aver ‘insultato la grane jihad afgana’. Ora attendiamo di venire convocati per testimoniare”.