home » esteri » americhe » Messico, una guerra senza regole

Messico, una guerra senza regole

7 June 2012versione stampabile

Alessandro Grandi

Undici morti e nove feriti: questo è solo l’ultimo pesante bilancio dell’attacco compiuto da un commando armato in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti a Torreon, nello Stato messicano di Coahuila, lo scorso 4 giugno.

Photo credit should read ALFREDO ESTRELLA/AFP/Getty Images

Secondo quanto si legge nelle pagine di “El Siglo de Torreon“, il più antico dei quotidiani dello Stato, il commando sarebbe arrivato nel centro di recupero a bordo di due pick up con i vetri oscurati e equipaggiato di armi da guerra.

In pochi minuti all’interno della struttura si è scatenato l’inferno. Colpi di mitragliatore kalasnikov sono stati uditi un quasi tutta la città.

Una volta giunte sul posto le forze di sicurezza messicane si sono ritrovate davanti all’ennesimo macabro spettacolo: 11 corpi senza vita, feriti che chiedevano soccorso e le pareti della struttura ricoperte da macchie di sangue.

Non è la prima volta che un centro di recupero per tossicodipendenti e alcoolizzati viene preso di mira dai killer dei narcos. Anche lo scorso anno sempre nello Stato di Coahuila, killer legati ai cartelli della droga fecero irruzione un un centro uccidendo 19 persone. Quella fu considerata dalla polizia locale una vera e propria mattanza e anche un segnale forte, fortissimo, che la guerra voluta dai narcos non aveva più regole, ed era sfuggita di mano anche a loro.

Sono anni che le autorità messicane si pongono e indagano su questo tipo di esecuzioni e hanno scoperto per quale motivo i killer si accaniscono contro giovani che si stanno disintossicando. La risposta l’hanno trovata indagando sul passato di alcune delle vittime e dei feriti. Ad esempio nel giugno 2010 in un attentato simile, avvenuto proprio nella stessa città, una delle vittime si è scoperto che era latitante. Un’altra vittima dello stesso attentato aveva già subito un agguato e da mesi non dava sue notizie. Probabilmente si erano nascosti per non farsi trovare dai killer.

Dunque, non è difficile intuire che i tossicodipendenti ospiti dei centri  non sono mai stati il vero obiettivo dei killer. La polizia messicana, infatti, ha (abbastanza facilmente) scoperto che diversi membri in fuga o con la necessità di nascondersi dei cartelli della droga, utilizzano i centri di recupero come rifugi. E non esitano a usare come scudi umani gli ospiti delle strutture.

Proprio per queste ragioni, quando un ricercato (dai killer dei narcos) viene localizzato in una di queste strutture, i gruppi di fuoco legati ai cartelli fanno irruzione senza badare a dove colpiscono.

Dal 2006 questa guerra definita a bassa intensità, che di poco intenso non ha proprio nulla, ha causato più di 50mila vittime e ne continua a fare tutti i giorni.

One Response to Messico, una guerra senza regole

  1. luca

    7 June 2012 at 15:18

    Ma, avanti di questo passo, il Messico esisterà ancora?