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Tolleranza/fascismo

7 June 2012versione stampabile

Poco prima delle dieci di stamane, migliaia di greci hanno visto Ilias Kasidiaris, candidato e portavoce dei neo-nazisti di Alba dorata, sotto processo per furto e lesioni aggravate, prima aggredire verbalmente le candidate del partito comunista Kke e della sinistra Syriza, Liana Kanelli e Rena Dourou, rispettivamente, poi gettare un bicchiere d’acqua su quest’ultima e, infine, prendere a sberle e pugni Liana Kanelli.

Tutto on camera, nel corso di una nota trasmissione televisiva del mattino.

Kasidiaris, dopo aver picchiato la “sporca comunista”, come aveva definito attimi prima Liana Kanelli, si è dato alla fuga. Una fuga nel corso della quale ha aggredito i tecnici dello studio, ha sfondato una porta chiusa a chiave ed è poi svanito nel nulla.

La magistratura di Atene ha subito fatto scattare un ordine d’arresto ma, intanto, Kasidiaris è ancora ricercato da una polizia composta da agenti che, uno su due, alle elezioni del 6 maggio, hanno votato per Alba dorata.

Il primo ministro ad interim, Panaghiotis Pikrammenos, ha parlato con tutti i leader politici dell’accaduto: ha espresso il sostegno del governo al Kke, mentre ha dichiarato a Nikos Michaloliakos, leader di Alba dorata, che la campagna elettorale deve essere svolta nel rispetto della legalità. La Presidenza della Repubblica ha diramato un comunicato di denuncia, mentre il portavoce del governo sottolineava come non sia possibile dichiarare fuori legge il partito neo-nazista dal momento che, in vista delle elezioni del 17 giugno, le candidature sono già state giudicate dalla corte suprema greca, Arios Pagos. Una decisione che senz’altro stride affianco al blu delle guance di Liana Kanelli e al rosso del sangue dei migranti che, quasi tutte le notti, vengono aggrediti, picchiati o accoltellati da squadre che non nascondono la loro appartenenza ad Alba dorata.

È per par condicio e buone vendite che Ilias Kasidiaris, sostenitore, fra l’altro, della pena di morte per i migranti, viene accolto negli studi televisivi. È perché la Democrazia è tollerante con i suoi nemici che Alba dorata può esistere legalmente. È certo, infatti, che così gli orchi non possono più nascondersi nell’ombra; eppure pare sempre più urgente, in tempi di crisi, che la Democrazia ellenica trovi strumenti sia formali che sostanziali, per indebolire il nemico, cessando tutti i motivi della sua esistenza.

Perché non si debbano più leggere i commenti degli internauti simpatizzanti di Alba dorata che “i comunisti sono come gli ebrei, buoni solo a far sapone”. Perché una pensionata non metta la deriva neo-nazista greca sullo stesso piano dell’Europa “cattiva”, per cui la durezza di Kasidiaris in fondo non è tanto diversa da quella della Merkel e via, verso un ragionamento inquietante, per cui il nazismo è un’eredità genetica e il IV Reich ha già i suoi soldati in Grecia.