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Usa-Pakistan: gli Stati Uniti hanno perso la pazienza

7 June 2012versione stampabile

“Gli Stati Uniti stanno perdendo la pazienza con il Pakistan”. È quanto annunciato questa mattina dal Segretario alla Difesa, Leon Panetta, in riferimento ai porti sicuri che il Pakistan offre agli insorti del vicino Afghanistan.

 

Scott Olson/Getty Images

Si tratta di alcune tra le espressioni più forti usate da Panetta negli ultimi tempi. Una dichiarazione che rende bene la tensione che caratterizza i rapporti tra Washington e Islamabad. Rapporti già tesi e, peraltro, anche abbastanza controversi.

Panetta ha parlato da Kabul, dove è giunto oggi, 7 giugno, per avere dei colloqui con i vertici militari in un momento in cui nel teatro afgano la violenza non si arresta da entrambe le parti. La visita del Segretario arriva, in particolare, dopo l’ultimo raid aereo della Nato che, secondo fonti afgane, avrebbe ucciso ben 18 civili innocenti.

Non è una novità che gli Stati Uniti facciano pressione sul Pakistan perché si applichi di più nella lotta contro i ribelli, ma questa volta i toni sono apparsi molto più forti. La relazione tra i due Paesi è stata minata, nel corso degli ultimi anni di guerra in Afghanistan, da una serie di circostanze, tra cui – quella forse più grave – il raid in Pakistan a guida Usa che ha portato alla morte di Osama Bin Laden lo scorso anno. Esecuzione che è stata seguita da pesanti ed immediate accuse agli Stati Uniti, colpevoli di aver violato per l’ennesima volta la sovranità del Pakistan.

“E’ difficile pacificare l’Afghanistan finché i terroristi trovano rifugio in Pakistan”, ha detto Panetta stamattina. “Noi però lo abbiamo già detto chiaramente e lo ribadiamo: stiamo perdendo la pazienza”.

La collaborazione del Pakistan, infatti, è fondamentale per dare esito positivo agli sforzi statunitensi in vista della pacificazione dell’Afghanistan che dovrebbe avvenire prima che la maggior parte delle truppe straniere abbandonino il Paese alla fine del 2014.
Intanto, la situazione è tesa anche nel teatro. Il presidente Hamid Karzai ha fortemente condannato il raid Nato e, per dimostrare quanto dura sia la sua valutazione degli ultimi eventi, ha persino deciso di cancellare il suo viaggio in Cina, dove avrebbe dovuto partecipare al vertice della Shanghai Cooperation Organization. “Nessun attacco aereo della Nato è giustificabile in alcun modo se provoca la morte di civili e ingenti danni alle loro proprietà”, ha detto Karzai in un comunicato diffuso stamattina.

In questa situazione, Panetta ha chiesto al Generale John R. Allen di poter avere un quadro generale della situazione afgana, con particolare riferimento alla protezione che il Pakistan offre agli estremisti.
“I paradisi sicuri in Pakistan esistono ancora, e gli estremisti del network Haqqani li utilizzano per attaccare le nostre forze”, ha detto Panetta, ribadendo il fatto che la nazione pakistana continua a restare inerme, scegliendo di non agire contro le basi della rete Haqqani presenti nelle regioni tribali al confine con l’Afghanistan.

L’organizzazione fondata da Jalaluddin Haqqani, infatti, è ritenuta responsabile degli attentati più sanguinosi compiuti in Afghanistan negli ultimi mesi. Haqqani è considerato il principale alleato di al Qaeda nell’area. Negli ultimi anni, Jalaluddin Haqqani ha ceduto sempre maggiore potere al figlio Sirajuddin, che ha preso la leadership delle operazioni di combattimento dei ribelli.

La situazione preoccupa anche il Segretario di StatoUsa Hillary Clinton, che dichiara da Istanbul, aprendo i lavori della conferenza internazionale contro il terrorismo: “La minaccia si è estesa, diffondendosi geograficamente”. “La minaccia rappresentata da al Qaeda è sempre reale e si estende geograficamente”, ha aggiunto Clinton, ribadendo: “conserviamo il diritto di usare la forza contro i gruppi che come al Qaeda ci hanno attaccato e continuano a minacciarci”. Per questo, “nella lotta contro il terrorismo internazionale useremo sempre i mezzi più eccezionali per garantirne la precisione ed evitare la perdita di vite innocenti”.