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Afghanistan, Karzai protesta per strage civili a Logar

11 June 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

Il bombardamento aereo americano che mercoledì scorso ha provocato l’ennesima strage di civili afgani è stato denunciato dal presidente Hamid Karzai come una grave violazione del patto bilaterale Usa-Afghanistan sulla gestione delle operazioni speciali, firmato in aprile, che attribuisce alle sole forze armate afgane il comando di queste azioni.

La notte del 6 giugno scorso, truppe afgane e americane avevano individuato un comandante talebano, Qari Sardar, rifugiatosi con cinque suoi uomini nel villaggio di Sajawand, nel distretto di Baraki Barak, una sessantina di chilometri a sud di Kabul.

Accanto all’edificio dove si erano nascosti i combattenti era in corso il ricevimento per un matrimonio, cui partecipavano decine di persone.
Secondo la ricostruzione fornita dai comandi Nato, i talebani, accortisi di essere accerchiati, hanno aperto il fuoco contro i soldati. Nonostante la contrarietà degli ufficiali afgani a un raid aereo, vista l’alta probabilità di causare vittime civili in una zona abitata, agli americani hanno chiesto supporto aereo.

Sotto le macerie degli edifici bombardati sono stati rinvenuti i cadaveri dei sei talebani ma anche di diciotto civili, tra cui diversi bambini: la sposa Fatima, di 18 anni, suo padre Abdul Basir Akhundzadah, i suoi zii Qayum e Salima, con i loro quattro bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni, e un’altra zia con i suoi tre figli, il più piccolo di 8 mesi. Gli atri erano parenti venuti da altri villaggi.

La Nato, che inizialmente aveva negato vi fossero state vittime civili, si è scusata per “l’incidente”, ma il governatore di Logar, Mohammad Tahir Sabari, ha detto: “Le scuse non bastano, chi ha ordinato questo massacro deve essere punito”.