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Roma: la digos arresta un rifugiato basco su richiesta della Spagna

13 June 2012versione stampabile

Marco Santopadre
Contropiano.org

 

La longa manus della repressione di Madrid ha colpito questa mattina a Roma. Intorno alle otto una decina di agenti della Digos, armi in pugno e passamontagna calato sulla faccia (!) hanno fatto irruzione all’interno di una occupazione romana ed hanno portato via Lander Fernandez, un cittadino basco da un anno residente nella capitale. Dalle frammentarie notizie che abbiamo al momento il ragazzo sarebbe ora negli uffici della Questura di Via Genova. Alcuni legali messi a disposizione dall’Associazione Giuristi Democratici e da altri studi della capitale attivi nella difesa degli attivisti dei movimenti sociali stanno giungendo sul posto per chiedere conto di un’operazione evidentemente esagerata. Fuori dalla Questura si sono riuniti già alcune decine di attivisti dei centri sociali e della rete di solidarietà con i Paesi Baschi attiva nella capitale.

Secondo le agenzie di stampa spagnole, imbeccate dal Ministero degli Interni di Madrid “Stamattina le Forze di Sicurezza Italiane, in collaborazione con la Polizia Nazionale Spagnola, hanno arrestato a Roma il presunto membro dell’Eta Lander Fernández Arrinda. Fernández è stato arrestato un giorno dopo l’emissione da parte della Spagna di un Ordine Europeo di Arresto e Consegna”.

Più volte Fernandez aveva denunciato di essere seguito e pedinato da agenti dei servizi di sicurezza spagnoli, a volte con fare minaccioso e intimidatorio. Negli ultimi giorno aveva dichiarato che non si sarebbe presentato all’udienza del processo contro di lui, intentato dall’Audiencia Nacional di Madrid, prevista per il 18 giugno. “Contro di me è in atto una vera e propria persecuzione politica e giudiziaria” aveva denunciato il ragazzo in vari incontri realizzati nelle ultime settimane con forze politiche della sinistra, centri sociali, associazioni per i diritti umani e sindacati di base. Fernandez non riconosce la imparzialità di un Tribunale Speciale come quello che Madrid ha ereditato dal regime fascista e che è dedito alla persecuzione degli attivisti sociali e politici baschi, e sa bene che non avrebbe grandi chance di ottenere un processo giusto e imparziale da parte di una magistratura asservita agli interessi politici del Partito Popolare spagnolo. Alcuni anni fa Fernandez venne sequestrato per la strada, a Bilbao, da alcuni agenti dei servizi di sicurezza spagnola che lo minacciò di arresto nel caso in cui non avesse collaborato, visto che il suo nome era stato fatto da un militante della sinistra indipendentista basca sotto tortura. Fernandez ribattè che non aveva alcuna intenzione di fare il delatore e dopo pochi giorni venne arrestato. In seguito, per un altro processo,fu condannato perchè trovato in possesso di alcuni blocchetti della lotteria che il movimento antirepressivo basco organizza ogni anno per raccogliere fondi a favori dei prigionieri politici.

Attualmente è di nuovo sotto processo per fatti che teoricamente risalgono all’inizio del decennio scorso.