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In piazza contro austerità e precarietà

14 June 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

Metalmeccanici Fiom in corteo per le vie di Roma. Precari e studenti accampati in tenda al Pantheon sotto le insegne di ‘Blockupy ddl Fornero’. La protesta sociale contro l’austerità e la deregolamentazione del mercato del lavoro riparte da qui.
E-il Mensile ha intervistato Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale Fiom e promotore del comitato ‘No Debito’ – una delle realtà che hanno organizzato ‘Blockupy ddl Fornero’.


Chi c’è a manifestare in piazza del Pantheon?
Ci sono organizzazioni dei precari e reti studentesche, associazioni per i beni comuni e centri sociali, sindacati di base e nuove organizzazioni del lavoro come quella dei lavoratori della conoscenza. Soggetti e movimenti sociali diversi che si incontrano per dare un segnale al governo Monti e a chi lo sostiene: basta con la medicina dell’austerità, basta con l’attacco ai diritti dei lavoratori! Noi non restiamo a guardare e ci mettiamo in movimento. E continueremo a farci sentire, per esempio il 22 giugno con lo sciopero generale di 24 ore indetto dai sindacati di base.

Quello sciopero generale che la Cgil invece, nonostante gli annunci, non ha proclamato?
Dopo l’allineamento del Pd sulle politiche del governo Monti, anche la Camusso ha fatto marcia indietro. L’Italia è l’unico Paese tra i cosiddetti ‘Pigs’ che non si ribella, l’unico Paese dove i sindacati non hanno proclamato uno sciopero generale contro le folli ricette neoliberiste imposte dall’Europa come soluzione alla crisi nonostante il parere contrario di fior fior di economisti e premi Nobel.

Eppure lo scontento sociale in Italia è sempre più forte…
Lo scontento nella società italiana sta crescendo e prima o poi si esprimerà in qualche modo, non solo con il voto a Grillo. Per questo c’è bisogno di un nuovo movimento sociale che riempia l’incredibile vuoto di iniziativa sindacale e politica che c’è nel nostro Paese. Un vuoto dovuto al fatto che intorno al governo Monti si è formata una potente rete di sicurezza composta dal Partito Democratico, dai sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil, dai principali quotidiani a partire da Repubblica e Corriere, e aggiungerei anche il Quirinale.

Un nuovo movimento sociale per chiedere cosa?
Quello di cui c’è bisogno, e che chiediamo da tempo, è una politica fiscale equa, una politica di investimenti pubblici per stimolare la crescita e per sostenere l’istruzione e la ricerca, un reddito minimo garantito. Ma prima di tutto è urgente porre fine alle misure di austerità e alll’ulteriore precarizzazione del lavoro portata avanti dal ddl Fornero.