home » economia » Grecia, a due giorni dal voto

Grecia, a due giorni dal voto

15 June 2012versione stampabile

Da Atene,
Margherita Dean

Domenica 17 giugno, la Grecia torna alle urne per la seconda volta in poco più di un mese, dopo che i risultati delle elezioni del 6 maggio scorso hanno determinato un quadro di alleanze governative impossibili. A partire dal 7 maggio, gli elettori greci che, il giorno prima avevano espresso una rabbiosa opposizione al memorandum, sono stati i protagonisti passivi di una serie interminabile di pressioni, nazionali e internazionali: impugnata l’arma della minaccia che la Grecia fuoriesca dall’Euro (anche se non è mai stato spiegato come questo sia tecnicamente possibile), le istituzioni europee hanno pesantemente influenzato il clima politico greco.

Oli Scarff/Getty Images

 

 

Tutto per scongiurare che Syriza, il partito di sinistra radicale, forte della sua ascesa elettorale che, col 16,7 per cento di maggio, ne ha fatto forza politica seconda solo alla destra di Nea Dimocratia, domenica conquisti una percentuale di voti sufficienti alla formazione di un governo. Un governo il cui primo atto, come stabilito nel programma del partito, sarebbe fare tabula rasa del memorandum; ciò metterebbe la troika nella condizione di scegliere se trattare nuovamente i termini, temporali e sostanziali dell’accordo di salvataggio o se, invece, abbandonare la Grecia al suo destino. “Quello che la troika può veramente fare, è interrompere l’erogazione del prestito. In tal caso, la Grecia sarebbe costretta a dichiarare default. Un default disordinato all’interno della zona Euro: è un’ipotesi impensabile, sia a livello economico che politico e noi non crediamo che l’Europa voglia arrivare a tanto, come pure siamo persuasi che quella dell’uscita dall’Euro sia una minaccia vuota”. Marika Frangaki, economista membro del comitato centrale di Syriza non vuol lasciar trasparire il dubbio che, però, accomuna tutti gli elettori e cioè se sia realmente pensabile ricattare i creditori della Grecia che, peraltro, da marzo non sono più istituzioni finanziarie private, bensì gli stati membri della moneta unica. “Una moratoria sul debito è indispensabile”, continua Marika Frangaki, “solo quando l’economia nazionale tornerà a crescere possiamo pensare realisticamente di ricominciare a pagare il dovuto”. Il Syriza, infatti, sostiene che l’applicazione del memorandum uccida il malato e gli sottragga ogni residua energia per guarire.

n tal senso, le parole che usa Alexis Tsipras, segretario del partito, sono forti: “La Grecia è stata saccheggiata nei decenni dell’alternanza governativa di Nea Dimocratia e del partito socialista Pasok. Le due forze politiche sono sinonimo di corruzione e ora che il Paese è stato messo alla fame, gli stessi che ci assicuravano che altra via, oltre l’austerità impostaci, non c’era, promettono di rinegoziare il memorandum. La verità è un’altra, Nea Dimocratia e Pasok hanno ammainato la bandiera greca e l’hanno consegnata alla Merkel”. A questa frase, le circa diecimila persone che ieri sera hanno riempito piazza Omonia per l’ultimo comizio di Tsipras, sono esplose in applausi e grida di approvazione. Eppure, il giovane segretario di Syriza è consapevole che parte dei greci ha ceduto alla paura del ritorno alla dracma; è a loro che si rivolge quando recita: “Terrorizzate i terroristi”

La legge greca impone che i sondaggi non possano essere pubblicati nel corso delle ultime due settimane prima delle elezioni. Ciò, ovviamente, non significa che non siano fatti e Nea Dimocratia fa trapelare di essere in vantaggio: stando al quotidiano “To Ethnos” i conservatori hanno un vantaggio sul Syriza che varia da uno a tre punti percentuali, mentre Syriza è primo in appena due rilevazioni. Non si può stabilire con certezza la veridicità dei sondaggi “segreti”, è però realistico pensare che la paura di molti greci sia il vero criterio che caratterizzerà il voto di domenica: e in tal senso bisogna credere al dato degli indecisi: 700mila, il 10 percento degli interrogati.

One Response to Grecia, a due giorni dal voto

  1. Nikos Alexiou

    15 June 2012 at 20:02

    Senz’altro saranno le elezioni politiche piu’ critiche nella storia contemporanea greca. Secondo gli esperti il paramento piu decisivo per il risultato della domenica prossima sara la percentuale dell’ astenzione.
    D’ altra parte gli ultimi due giorni i mass media favoriscono il partito di destra parlando per uscita dal’ zona di euro se Syriza sara’ in gioverno.