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Una nuova Algeria?

15 June 2012versione stampabile

Quando ieri sono arrivate le prime notizie dal Cairo non ho proprio potuto fare a meno di pensare alla mia Algeria. Alla sua guerra, non ancora finita e gia’ dimenticata. Non ho potuto fare a meno di pensare alle migliaia di persone, circa 200 mila, uccise nelle violenze scoppiate dopo l’annullamento delle elezioni del 1991. Alle stragi, alle migliaia di scomparsi, agli stupri collettivi e ai bambini uccisi quando ancora erano nel ventre delle loro madri.

Quelle del 26 dicembre del 1991 furono le prime elezioni multipartitiche della storia del Paese. Le prime elezioni democratiche dopo l’era del Fln. Una concessione arrivata dopo la ‘primavera algerina’ del 1988.

Allora, come oggi in Egitto, i militari decisero di bloccare il processo elettorale per impedire al Fronte islamico di salvezza (Fis) di conquistare il parlamento. Il Fis aveva stravinto al primo turno conquistando 188 seggi, contro i 16 ottenuti dall’ Fln. Il secondo turno, previsto per il 16 gennaio, non e’ mai arrivato. Sono arrivati invece l’Alto Consiglio di sicurezza, lo Stato d’emergenza, gli arresti e le deportazioni dei militanti (anche soltanto presunti) del Fis.

Difficile sapere cosa sarebbe successo se… Molti algerini, forse la maggior parte, nonostante le atroci violenze che hanno travolto il paese sono convinti ancora oggi che sia andata bene cosi’. Meglio un regime militare che uno Stato islamico. ”Il Fis avrebbe vietato tutto, aveva gia’ iniziato a farlo”, raccontano le amiche femministe. Tutto era haram (peccato). Era haram la musica nei matrimoni e negli autobus, era haram il compleanno, anche quello dei bambini. Erano haram i pantaloni (per le donne) e il rossetto. Erano haram le coppie che si tengono per mano.

Il partito d’opposizione, Raggruppamento per la cultura e la democrazia (Rcd), disse in quei giorni che ”il fascismo non puo’ essere respinto dalle urne”.

Altri algerini pero’ si schierarono con la democrazia. Nonostante il Fis e i divieti. Oggi sta all’Egitto scegliere. Anzi, direi che gli egiziani avevano gia’ scelto.