home » blog » L’eterna lotta per la terra

L’eterna lotta per la terra

18 June 2012versione stampabile

Il Paraguay è uno dei fronti caldi delle lotte per il diritto alla terra. Dopo la guerra di genocidio che Argentina, Brasile e Uruguay mossero a metà del’800 per distruggere l’avvio dell’industrializzazione del paese che entrava in contraddizione con gli interessi di Sua Maestà britannica, furono concesse vaste fette del paese a grandi gruppi dei paesi vincitori. Inizio così lo spoglio della terra coltivabile ai danni dei contadini che da sempre le possedevano, situazione che si aggravò nella seconda metà dell’900 con ‘arrivo di famiglie e gruppi economici brasiliani che espropriarono illegalmente, ma con la connivenza della dittatura di Stroessner, le migliori terre rimaste. Uno dei temi forti che portarono 4 anni fa per la prima volta al potere un’esponente dei settori popolari, l’ex vescovo Fernando Lugo, è stata proprio la promessa di attuare una riforma agraria che potesse ridare dignità e terra da lavorare alle centinaia di migliaia di contadini senza terra, costretti ad emigrare nella vicina Argentina o a sottostare a condizioni di lavoro di tipo feudale. Il sogno della giustizia possibile è però durato poco, e ora è morto a Canindeyú, 400 chilometri a nordovest della capitale Asuncion, dove lo sgombero di un’occupazione di terre promosse da un gruppo di campesinos è costato 18 vittime mortali.

Le versioni sull’accaduto sono ancora confuse, ma si pensa che tra i morti ci siano anche poliziotti perché alcuni degli occupanti erano armati. Se questa versione sarà confermata, avremo la prova dell’inasprimento di una lotta che sui canali pacifici non è riuscita ad ottenere risultati e che ora si radicalizza. Il governo Lugo, ormai entrato negli ultimi mesi di mandato, non ha mai raccolto i segnali che chiaramente preannunciavano l’inizio della violenza se non si fosse trovata una soluzione politica al dramma dei senza terra e ora paga un caro prezzo con le dimissioni del potente ministro degli Interni Filizzola.

La questione della terra in America Latina è come un fiume carsico, che all’improvviso emerge con forza laddove i contadini continuano a vivere in condizioni subumane. Il buon andamento dell’economia latinoamericana nell’ultimo decennio nulla ha potuto contro gli equilibri rurali dominati da grandi latifondisti che rimangono signori e padroni di milioni di ettari di terre agricole in tutto il continente. In molti paesi come il Paraguay, malgrado i bei numeri di crescita economica che presentano alla stampa emozionati politici, si lotta e si muore ancora per un pezzo di terra, come da secoli.

 

 

2 Responses to L’eterna lotta per la terra

  1. Francesco Anichini

    21 June 2012 at 01:40

    Io vivo in Paraguay e lavoro nel settore rurale e in realtà il fatto citato è stato un vile tentativo di golpe al presidente Lugo operato dai settori politici conservatori e organizzato materialmente per Blas N. Riquelme, imprenditore con affari in differenti settori e proprietario della azienda in questione dove è statp realizzato il massacro di 17 persone, di cui 11 contadini e 6 poliziotti, tutte vittime innocenti dei giochi di potere.
    1) i poliziotti si erano recati li per dare l’avviso ai contadini occupanti la azienda di andarsene
    2) i contadini avevano come armi solamente doppiette da caccia e pistole calibro 38
    3) la azienda in questione è oggetto di riforma agraria, indicata nei documenti officiali dell’Istituto nazionale per lo sviluppo rurale e territoriale come terra Malhabida ossia terra ottenuta illegalmente. Anche la Commissione di Verità e Giustizia che ha redatto il report sui crimini della dittatura la cita come tale e al suo attuale usurpatore Blas N. Riquelme
    4) gira la informazione non comprovata che Blas N. Riquelme haya distribuito 500.000$ la settimana precedente al massacro ai commissari di polizia della zona e ad alcuni assassini a pagamento, o come li definiscono qua matones.
    5) tutte le vittime presentano ferite di precisione (cecchini o tiratori esperti) e nel caso dei poliziotti ferite realizzate con pallottole in grado di penetrare il kevlar (materiale dei giubbotti antiproiettiili) cosa che un campesino che lotta per un pezzo di terra non potrà mai comprarsi
    6) la rinuncia di Fillizzola è stata imposta dal presidente Lugo per timore di un golpe da parte del Parlamento ed evitare un Honduras versione Paraguay

    Questo è tutto per il momento, spero di aver contribuito al tema

  2. Alfredo Somoza

    22 June 2012 at 09:32

    Grazie per le informazioni Francesco. Infatti in Paraguay si sta consumando un “golpe blanco”. Ha dell’incredibile il collegamento tra i fatti accaduti e le responsabilità del Presidente. Stiamo seguendo questa notizia sul gruppo tematico su Facebook “soy loco por ti america”. Vieni a trovarci. Alfredo Somoza