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Maggioranza assoluta ai socialisti in Francia

18 June 2012versione stampabile

Da Marsiglia,
Bruno Giorgini

La misura della vittoria socialista è data dall’elezione della Ministra Maria Carlotti a Marsiglia, dove numeri alla mano partiva largamente battuta. Con lei eletti tutti i colleghi di governo che si sono presentati (24), alcuni in circoscrizioni a priori difficili. Ma vediamo in sintesi i risultati globali.

JACQUES DEMARTHON AFP

Il PS conquista la maggioranza assoluta dei seggi, soltanto nell’81 era successo e in minore quantità, la sinistra tutta supera i 340 eletti sui 577 che compongono l’Assemblea Nazionale. I verdi, in virtù dell’accordo stipulato coi socialisti, dovrebbero raggiungere i 18 seggi, mentre il Front de Gauche si ferma a 10. Sulla destra il FN entra in Parlamento con 2 deputati, tra cui la nipote del vecchio Jean Marie Le Pen, ma Marine Le Pen rimane fuori, col 49 percento dei voti a Henin Beaumont, quando il candidato socialista Philippe Kemel supera il 50 percento . Li separano un centinaio di voti ma bastano perchè la vague bleu Marine non superi la soglia di Palais Bourbon. L’UMP, orfana di Sarkozy, perde parecchi pezzi da novanta ma, dicono i suoi leader, poteva andare peggio. In questo scontro tra destra e sinistra che da oltre un anno attraversa la Francia, quasi scompare il centro, Modem e altri, che in tutto ha 4 eletti, vedendo escluso il suo principale esponente Fracois Bayrou.

Con queste legislative il PS è ormai maggioritario e governa quasi tutto lo spettro istituzionale francese, dalle città, se si escludono per ora Marsiglia e Nizza, la grande maggioranza delle Province, quindi 21 regioni su 22, poi il Senato e l’Assemblea Nazionale, infine la Presidenza della Repubblica. In questo trionfo socialista un punto nero, la sconfitta a La Rochelle di Segolene Royal da parte di un “dissidente socialista”, ex segretrario del partito che ha raccolto i voti della destra, ovviamente interessata almeno a segnare un goal della bandiera, cioè collaborare alla sconfitta dell’antagonista di Sarkozy alle presidenziali del 2007, nonchè di colei che era data per certa come Presidente dell’Assemblea Nazionale, se fosse stata eletta. Nel viso triste e chiuso mentre annunciava la sua non elezione ancora prima dela chiusura ufficiale delle urne, si poteva leggere tutta la crudele meschinità della politica quando diventa feroce intrigo per il potere. La cosa per Segolene peggiora se si pensa che tra gli artefici della sconfitta c’è la attuale compagna di Hollande, che un paio di giorni prima del voto con un twitter assassino dava il suo sostegno al “ socialista dissidente”, facendo fare una figuraccia al Presidente e manifestando un rancore, del tutto indegno di una premiere dame, verso un’altra donna sia pure ex compagna dello stesso Hollande. Poi c’è la caduta del FG di Mèlenchon, passato dal 10 percento delle presidenziali al 6 percento delle legislative, un brutto risultato.

Infine entrano in Parlamento 155 donne, un numero ancora lontano dall’eguaglianza. Da ultimo circa il 44 percento degli elettori non si è recato alle urne, un tasso alto ma non devastante. Intanto, a annunciare il nuovo corso, stamane scioperano gli operatori di France Inter, la radio pubblica nazionale frencese. Come dire, adesso comincia il bello.

DOSSIER/ La Francia al voto