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Italia, Passera: basta tasse

19 June 2012versione stampabile

Dopo l’Imu basta. Lo assicura il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che, intervenendo a Radio Anch’io, ha specificato che l’introduzione di nuove tasse non è “la cosa da fare adesso”.
Detta altrimenti, non ci sarà la patrimoniale, da più parti indicata come misura non solo necessaria ma anche giusta.
Sul tema degli esodati, il ministro ha espresso un laconico “dobbiamo risolvere la situazione”.

ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images

“L’ammontare del peso fiscale è molto elevato e non vedo spazio per ulteriori interventi”, ha detto il ministro, secondo cui l’Imu è “una tassa chiara e trasparente sul patrimonio immobiliare”.
Anzi, ha aggiunto, saranno premiati i contribuenti virtuosi: “Ridurre le tasse a quelli che le pagano è un obiettivo”, anche se “non è pensabile a breve”. Per raggiungerlo in ogni caso “dobbiamo creare le condizioni e cioè che tutti paghino le tasse e fare in modo che la crescita economica crei più gettito”.

L’intenzione del governo, ha anche annunciato il ministro, è di non aumentare l’Iva. “L’operazione spending review ha l’obiettivo di evitare un intervento automatico di aumento dell’Iva che non avrebbe effetti positivi sull’economia. L’obiettivo rimane confermato” ha aggiunto il ministro.
Quanto alla riforma del mercato del lavoro sarebbe ”un bel segnale” arrivare al vertice di Bruxelles di fine mese con il ddl già approvato.

Commentando il G20 messicano e il mancato vertice fra Obama e i leader Ue, Passera ha detto che “è chiaro che da una parte c’è uno schieramento forte di Paesi che vogliono maggiore impegno per la crescita, ma non abbiamo tutti con noi”. E, tanto per essere chiari: “Il portabandiera di questa posizione è la Germania”, che rientra fra i ”paesi che danno importanza esclusiva ai conti, il che è giusto, ma il disagio che cresce, soprattutto occupazionale, deve essere fronteggiato con politiche più attive”. “Gli incontri devono servire per compattare il fronte di coloro che si rendono conto che ci vuole più impegno per creare lavoro in Europa” perchè “è chiaro che se questo non avviene può permanere l’incertezza per l’euro”, ha detto il ministro.