home » blog » americana » La lezione del Wisconsin

La lezione del Wisconsin

19 June 2012versione stampabile

Emanuele Bompan

Passata inosservata in Italia, la vittoria elettorale dello scorso 5 giugno del governatore repubblicano del Wisconsin Scott Walker può insegnarci alcune cose su quello che sarà la campagna presidenziale.
Oltre 1 milione di residenti di questo ameno stato del Mid-West, famoso per i suoi formaggi, avevano firmato una petizione per una recall election, un voto per dimettere il governatore in carica. Apparentemente un successo, tant’è che numerosi commentatori avevano dichiarato la prematura sconfitta di Walker. Eppure qualcosa è andato storto.
Walker ha agilmente sconfitto il debole candidato democratico Tom Barrett., sindaco di Milwakee, la città più grande dello stato (la cui capitale è Madison) , staccandolo di ben sei punti e proiettando uno sconosciuto governatore nel gotha dei repubblicani. Pronto per le elezioni del 2016. O addirittura per dire si – sostengono alcune persone vincine alla sua squadra – ad una proposta per essere VeeP. Per ora fare il secondo se lo può scordare: il Wisconsin non è un battleground state, ma visto l’emergere di un’altra figura del Wisconsin, il responsabile budget del GOP, Paul Ryan, possiamo aspettarci una CheeseState Connection pronta ad assaltare Washington.
I democratici hanno commesso un errore fondamentale. Da un lato polarizzare eccessivamente lo scontro. Sebbene inevitabile, dato che qua i democratici spesso sono veramente di sinistra (il vecchio sindaco di Madison si definiva comunista durante gli incontri con gli studenti di uno dei campus più Rossi, come sa bene l’FBI, degli USA), il processo ha spaccato l’alleanza delle unions, alienato alcuni democratici e fatto emergere un candidato che più debole, politicamente disarticolato e impresentabile sarebbe stato difficile (nonostante a mio parere rimanga un ottimo sindaco di una città con seri problemi).

Molto più inquietante invece l’analisi dei flussi di denaro a supporto di Walker. Secondo dati ufficiali (in USA queste informazioni sono facilissime da reperire contrariamente al nostro paese) i repubblicani avrebbero raccolto sette volte tanto quanto intascato da Tom Barrett. 63,5 milioni di dollari. Una cifra pazzesca. Ma una cosa sfuggita molti è al provenienza dei soldi (“Segui i soldi, caro motto di tutti i giornalisti). Oltre il 60% del cash è giunto da fuori i confini del Wisconsin. Principalmente da 3-4 super-donors come Sheldon Adelson e Koch Brothers (per la sinistra radicale USA vengono definiti “il male”) e da SuperPAC (political action commitee) di destra. Segnale che la politica USA è sempre di più caratterizzata dal ruolo sproporzionato di miliardari e corporation e da qualsiasi gruppo sia disposto a mette in campo milioni di dollari.

Obama, che durante la campagna elettorale ha guardato altrove, rischia di perdere voti importanti in questo stato. Ed è bene che si ficchi in testa che i repubblicani – economicamente, grazie all’appoggio di Wall street – lo schiacceranno.

2 Responses to La lezione del Wisconsin

  1. roger ludin

    19 June 2012 at 17:44

    Trovo molto interessante questo articolo che dimostra ancora una volta:
    primo
    come sia deficitaria l’ informazione italiana cha fa passare inosservate notizie che sarebbero molto istruttive
    secondo
    come siano fondamentali i flussi di denaro per orientarsi nel mondo politico
    terzo
    dobbiamo allargare l’ osservazione a livello nazionale così anche le elezioni americane future saranno più chiare.

  2. Giulio Adamo

    19 June 2012 at 18:49

    Suggerisco rivedere la punteggiatura, altrimenti l’articolo sembra il risultato di un traduttore automatico, poi rivisto velocemente.