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Guerra informatica, Usa e Israele dietro l’attacco all’Iran

20 June 2012versione stampabile

Il sofisticato virus informatico “Flame”, che ha raccolto informazioni di intelligence in vista di un’azione di sabotaggio informatico con l’obiettivo di “rallentare il programma nucleare iraniano, ridurre la pressione di un attacco militare convenzionale ed estendere il calendario per la diplomazia e per le sanzioni” sarebbe stato progettato dalla Cia insieme all’esercito israeliano.

EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages

Il potente malware, secondo quanto riferito oggi dal Washington Post,  è stato scoperto dopo che le Nazioni Uniti hanno denunciato la scomparsa di alcuni dati dai computer in alcuni Paesi del Medioriente.

Secondo quanto riferito dal giornale statunitense, sulla base di alcune informazioni provenienti da fonti occidentali credibili, il virus ha segretamente mappato e monitorato la rete informatica iraniana, inviando un flusso costante di informazioni riservete utili per la preparazione di una vera e propria campagna di cyber-guerra.

Anche Reuters ha riferito che alcuni fuzionari della sicurezza occidentali avrebbero ammesso che, effettivamente, gli Stati Uniti sono coinvolti nella realizzazione del virus.

Flame, in realtà, è stato sviluppato almeno cinque anni fa nell’ambito del programma “Olympic Games” dell’amministrazione americana, che prevede attacchi informatici contro i sistemi operativi dei principali siti nucleari iraniani.

Il ministro per le Comunicazioni  e la tecnologia dell’informazione iraniano, Reza Taqipour,  ha protestato contro gli attacchi informatici subiti dal suo governo da parte di “organismi mondiali” .

“Mentre prima questi cyber-attacchi venivano portati da hacker isolati, adesso anche alcuni governi hanno iniziato a condurre simili operazioni”, ha detto Taquipour durante un incontro di esperti dell’Information Technology a Ginevra. Le rivelazioni di oggi del Post, infatti, non stupiscono più di tanto. Recentemente, infatti, anche il New York Times aveva reso noto che er stato proprio Barack Obama ad ordinare segretamente l’attacco informatico di due anni fa contro le strutture nucleari iraniane al fine di sabotarle attraverso il virus Stuxnet.

3 Responses to Guerra informatica, Usa e Israele dietro l’attacco all’Iran

  1. AglieglieBratsov

    20 June 2012 at 22:05

    A Ban Ki Moon, ovviamente, questo va bene. All’UE non ne parliamo. Anzi, altre sanzioni all’Iran.

  2. Valeria

    21 June 2012 at 11:37

    mentre l’immenso numero di armi nucleari israeliane non viene sabotato…anzi, tutti sanno che israele ha armi nucleari e che sarebbe obbligato, come gli altri stati della regione hanno già fatto (Iran compreso), a porre tutti i suoi impianti nucleari sotto controllo di sicurezza dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA).
    Con grave irresponsabilità il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite finge di non conoscere la reale entità del pericolo rappresentato da Israele e al contrario le offre il semaforo verde per aumentare il suo potere nucleare incontrollato.

    I cittadini in tutto il mondo che hanno a cuore la pace chiedono all’unanimità che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adotti le misure necessarie per costringere Israele ad accettare le ispezioni dell’AIEA dei suoi impianti nucleari.

    FIRMA E DIFFONDI LA PETIZIONE:

    http://www.change.org/petitions/united-nations-security-council-stop-israel-s-nuclear-arsenal-the-real-threat-to-world-peace

  3. luciana

    21 June 2012 at 18:44

    Niente di cui stupirsi,prima o poi ci si sarebbe arrivati:oramai la guerra non la si fa solo con le armi,ma anche con questi sistemi.Siamo già da un po’in piena terza guerra mondiale.Quello che mi fa sorridere-se fosse possibile sorridere pensando a tutto quello che succede-è che,diventando i sistemi ogni giorno più complessi, non è più “fantascienza” parlare di macchine(uso questo termine per semplificare)che agiscono “da sole”..Verrà giorno in cui anche chi ha inventato sistemi sempre più complessi rimarrà loro prigioniero,e allora ne vedremo delle belle!