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Balotelli, king kong, iI razzismo e l’indulgenza dei giornali

28 June 2012versione stampabile

C’è un linguaggio nascosto nell’indulgenza che circonda il mondo del calcio che ha qualcosa di francamente vergognoso. E’ ormai chiaro a tutti che di mattina, di pomeriggio, all’ora dell’aperitivo (già meno, complice lo spritz) si può essere fermamente anti-italiani, ma quando arriva l’ora della partita venti milioni di compatrioti si ammorbidiscono con pizza e birra e diventano improvvisamente tanti Giuseppe Garibaldi rintronati davanti ai 700 pollici che hanno incastonato sul muro di casa e interconnessi all’home-theatre perché li sentano anche a Chiasso.
E lo sappiamo: lo sanno le nostre orecchie che, improvvisamente, avvertono questi boati tipo frecce tricolore a 12 metri da terra. E vabbé, il rumore passi, il rumore è segno di vita.
Torniamo all’indulgenza. L’abbiamo vista quando un capitano di nazionale ha espresso idee omofobiche da medioevo e poi si è scusato. L’indulgenza era in un titolo di Repubblica.it che mi pare suonasse così: “Brutta frase sui gay”. Allora analizziamo: è un linguaggio da maestra che convoca i genitori perché il bambino ha infilato la penna nell’orecchio del compagno. O perché ha scritto una parolaccia nel compito in classe invece di un verso di Leopardi. «Vostro figlio ha fatto proprio una brutta cosa». Anche al bambino ci si rivolge così: «Lo sai che hai fatto una brutta cosa?».
Al campione di calcio i giornalisti sportivi si rivolgono nello stesso modo. «Lo sai che hai detto proprio una brutta cosa? Non si fa! E’ una brutta frase (qui il tono si fa un po’ infantile), una bruttissima cosa che hai detto!». Ma poi tutto torna alla normalità, domani è un altro giorno.
Veniamo al caso più recente. La vignetta razzista su Mario Ballotelli uscita sulla Gazzetta. Per chi non lo sapesse: Balotelli era rappresentato come King Kong arrampicato su un grattacielo. In certi paesi per una cosa così ti arrestano, o ti licenziano, o ti radiano dall’albo.
Un ragazzo nero rappresentato come una scimmia arrampicata su un palazzo, OK?
Ho letto le cose più varie, nello stesso tono. Cattivo gusto. Vignetta infelice. Etc. Ma c’è anche chi difende. Ho letto su un sito di informazione piuttosto blasonato un simpaticone che ha scritto che King Kong rappresenta la solitudine… (Ah si? Allora perché il vignettista non ha utilizzato Robinson Crusoe?).
Un altro sito parlava di “provocazione”. Ma questo qui lo sa cos’è una provocazione? E perché King Kong sarebbe il soggetto adatto a una provocazione?
Mi risulta incredibile il livello di condiscendenza, e dunque si consenso, che caratterizza il mondo del calcio. La ragione c’è: sono razzisti, questo è il punto. Sono semplicemente razzisti. Il fatto è che non lo sanno. Sono ancora allo stadio pre-imperialistico. Per loro gli schiavi sono semplicemente merce. E il resto che si fotta. Dobbiamo vincere la partita, no?

3 Responses to Balotelli, king kong, iI razzismo e l’indulgenza dei giornali

  1. Andrea

    28 June 2012 at 18:14

    “Il razzismo è come il culo, puoi vedere quello degli altri, ma non il tuo.” Ascanio Celestini

  2. Ale

    29 June 2012 at 01:09

    Detesto questo genere di articoletti perbenisti e schifosamente politicamente corretti!
    È stato scelto King Kong perché Balotelli oggettivamente ha le stesse fattezze del gorillone, e non solo fisicamente, anche di testa non si può certo dire che sia un’aquila il ragazzo: dopo i recenti casi tra minacce a un conoscente con pistola alla mano, incendio in appartamento per fuochi artificiali fatti esplodere tra le mura domestiche e tentato stalking di una giovane di Manchester non è che ne esce un’immagine tanto positiva di questo “supermario” al di fuori del campo da calcio.
    Tirare poi in ballo il razzismo, e più in generale il vittimismo è ancora più vergognoso e ridicolo. Il punto è che Balotelli è un bravo calciatore, ma come persona si è più volte dimostrato un ragazzino viziato, arrogante, prono alla violenza, per questo viene disprezzato da molti tifosi (anche gli ultras di diverse squadre toscane lo detestano, e molti di essi sono dichiarati comunisti e antirazzisti convinti), dunque l’odio verso Balotelli non è per il colore della sua pelle, quella al limite diventa una scusante: lo si odia perché è un viziato ricco strafottente e arrogante come nessun altro calciatore: quale potrebbe essere un insulto capace di ferirlo nell’orgoglio? È ovvio che l’unico sia dargli del “negro di merda”, ma in ogni caso non è un razzismo sincero, magari glielo dici anche se hai come amici anche persone di colore, è uno sfogo..

  3. laura

    3 July 2012 at 09:39

    dopo tanto cercare di difendersi il popolo italiano è parecchio razzista e su questo non ci piove,specialmente qui al nord.non mi sento italiana nemmeno nell’unghia