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Spagna – Italia. Uno schiaffo a Euroforte

29 June 2012versione stampabile

Da Marsiglia,
Bruno Giorgini

Guardare la partita Italia Germania a Marsiglia è più o meno come a Napoli. Tutti tifano Italia, compreso il mio amico Jim di Los Angeles, nonchè genio mondiale delle nanotecnologie e uno dei rari americani esperti di calcio. Però è di origine polacca.

GIUSEPPE CACACE/AFP/GettyImages

Ballotteli che infila due goal uno più bello dell’altro, i tedeschi annichiliti, Pirlo che sembra Didì per i più vecchi, Platinì per i maturi, Iniesta per i più giovani, l’Italia che palleggia quasi fosse il Barcellona, una splendida partita di calcio. C’è persino il lusso di goal già fatti e sbagliati con incredibile leggerezza e il rigore quasi parato da Buffon, il miglior portiere del mondo insieme a Casillas. Gioanbrerafucarlo avrebbe scritto le lodi di eupalla da par suo, io tifoso di base e casualmente cronista sono stato appiccicato al televisore, bevendo vino bianco della Camarga nel primo tempo e rosato nel secondo. Con incredibile soddisfazione per i tronfi teutonici battuti sul campo. Chissà che non porti bene anche più in grande. Se il football, il calcio, è anche una filosofia, il risultato è chiaro. Abbiamo messo fuori l’Inghilterra di Cameron e della City che specula sui debiti altrui e arricchisce i finanzieri in modo indegno al modo delle sanguisughe, e oggi sconfiggiamo la Toteschia. E’ venuto il momento di battere la signora Merkel, e magari già che siamo in palla, anche il signor Monti. Parola di tifoso e alla finale, chiunque vinca, sarà comunque un paese del Sud, dell’Europa del Mediterraneo, del sole e del mare, del vento e del maquis. Già il maquis, la macchia, darsi alla macchia, così si chiamavano i resistenti francesi durante la seconda guerra mondiale contro le armate della Wermacht e contro i fascisti. Niente a che vedere con oggi. La Germania è un paese democratico, puranche governato da una pessima destra e da una nefasta cancelliera. Seppure, come hanno scritto recentemente su Le Monde Ferguson e Roubini, due economisti di parte liberale: In ogni modo, che la politica di bilancio di un paese diventi l’oggetto di una sottomissione neocoloniale alla Germania, non è accettabile.

2 Responses to Spagna – Italia. Uno schiaffo a Euroforte

  1. Sergio

    29 June 2012 at 12:29

    il calcio non è un filosofia, per fortuna è solo uno sport. I nazionalismi beceri lasciamoli alle curve, please.

  2. Gianni

    30 June 2012 at 13:02

    Caro Sergio, il calcio non sarà, e concordo che non sia, una filosofia, ma non è nemmeno solo uno sport. Nel calcio confluiscono tanti aspetti della vita non solo sportiva di individui e popoli e, trattandosi di squadre nazionali, non escluderei il nazionalismo. Forse il termine ti spaventa, ma inteso come senso di appartenenza a un popolo, alla sua cultura e alla sua dignità, non mi pare che renda così fuori luogo l’ interpretazione che Bruno ha dato alla partita che noi tutti abbiamo visto e goduto. Per quanto mi riguarda le emozioni che ho provato sono molto simili a quelle descritte da Bruno e vorrei invitarti, caro Sergio, ad avere più rispetto delle opinioni altrui e non usare, tu si a sproposito, aggettivi offensivi come becero riferendoti a punti di vista diversi dai tuoi.