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Salto di Quirra, nuova indagine di Fiordalisi: pilotati gli appalti sul controllo delle emissioni

2 July 2012versione stampabile

Maso Notarianni

Turbativa d’asta mediante collusione: è questa l’ipotesi di reato che ha portato il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi a far partire l’ennesimo filone di indagine sul poligono militare di Salto di Quirra.

Secondo la procura si deve scavare più a fondo sugli appalti che la Namsa, l’agenzia Nato che si occupava della logistica, oggi confluita nella Nspa, ha affidato alle ditte che per suo conto avrebbero dovuto monitore gli effetti delle attività militari della base. Le indagini si riferiscono a un mega-appalto del 2008, diviso in cinque lotti: uno doveva controllare la radioattività aerodispersa, il secondo l’eventuale inquinamento elettromagnetico, il terzo lotto doveva analizzare gli elementi chimici nelle matrici ambientali e biologiche, il quarto doveva approdare in una certificazione ambientale, il quinto doveva realizzare un sistema informativo ambientale. Ognuno di questi lotti, era stato affidato dalla Namsa ad altrettante ditte.

Proprio su questo appalto la procura di Lanusei ipotizza il reato che sta alla base di questo nuovo filone di indagine e che ha fatto scattare sequestri e perquisizioni in tutta Italia, da Cagliari a Venezia, da Verona a diverse località della Lombardia. Secondo Domenico Fiordalisi, infatti, le risultanze delle indagini delle ditte che vinsero l’appalto sarebbero state pilotate – stando agli sms sequestrati agli indagati – «Per zittire le popolazioni e le associazioni ambientaliste» che da anni conducono una battaglia perché sia svelata la reale portata degli esperimenti e delle esercitazioni militari del poligono sulla popolazione civile della zona.

L’intervista a Domenico Fiordalisi tratta dal numero del settembre 2011 di E – il mensile

La vergogna e l’orrore di Quirra. Le dichiarazioni di Domenico Fiordalisi alla commissione d’inchiesta della Camera