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Acta, il Parlamento europeo respinge l’accordo

4 July 2012versione stampabile

La libertà degli utenti internet è – per il momento – salva. Il Parlamento europeo, chiamato oggi a pronunciarsi sull’Acta, ha infatti respinto il trattato anti-contraffazione a larga maggioranza.

Michael Cramer, eurodeputato dei Verdi FREDERICK FLORIN/AFP/GettyImages

E’ la prima volta che il Parlamento esercita le sue nuove competenze in materia di trattati commerciali internazionali: 478 deputati hanno votato contro l’Acta, 39 a favore e 165 si sono astenuti.

”Sono molto felice che il Parlamento abbia deciso di seguire la mia raccomandazione di respingere Acta”, ha affermato il relatore David Martin (gruppo parlamentare S&D) dopo il voto. “Tuttavia – ha aggiunto il relatore – l’Unione Europea deve trovare vie alternative per proteggere la proprietà intellettuale. Sosterrò sempre le libertà civili rispetto alla protezione del diritto di proprietà intellettuale”, ha infine concluso Martin.

La finalità del trattato era quella di rendere uniformi le leggi internazionali che regolano la proprietà intellettuale, così da poter disporre di strumenti più incisivi per contrastare la pirateria e la contraffazione on-line. Se l’Acta fosse stato approvato, ci sarebbe stata una pericolosa ingerenza non solo delle multinazionali titolari dei diritti d’autore, che avrebbero potuto agire in proprio, senza l’intervento dell’autorità giudiziaria, ma anche delle autorità nazionali di controllo sulle telecomunicazioni (in Italia è l’Agcom), con responsabilità anche di tipo penale per gli internet provider, che sarebbero così stati ritenuti corresponsabili delle attività degli utenti e di conseguenza avrebbero aumentato il controllo della rete e la censura dei contenuti pubblicati on-line.

Durante la discussione sull’Acta, il Parlamento Europeo era stato sottoposto a forti pressioni da parte di migliaia di cittadini europei che chiedevano la bocciatura le testo, con manifestazioni per strada, e-mail ai deputati e telefonate ai loro uffici. Il Parlamento ha anche ricevuto una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo, che si opponevano alla ratifica dell’accordo internazionale, negoziato in segreto tra gli Stati della Ue, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Svizzera. Con il voto odierno, né l’Unione Europea, né i suoi Stati membri, potranno far parte dell’accordo.