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Google ‘rimuove’ le armi dal suo motore di ricerca commerciale

4 July 2012versione stampabile

Luca Galassi

La notizia è rimbalzata in fretta sulla Rete: nella nuova sezione ‘shopping’, il motore di ricerca di Google “ha vietato la vendita di armi e munizioni”.

Whitney Curtis/Getty Images

 

Nel servizio di inserzioni a pagamento, infatti, il colosso di Mountain View avrebbe specificato che Google Shopping “non consente la promozione di armi o dispositivi progettati per causare gravi danni o lesioni”. Questo significa che “armi, parti di armi o relativo hardware, munizioni, bombe, coltelli, stelle ninja e tirapugni in acciaio”, sono tutti vietati. Nessuno ci avrebbe probabilmente fatto caso, ma – secondo quanto riporta il sito Techeye.net – il divieto è stato notato per primo da un altro sito chiamato Outdoor Hub, dedicato agli appassionati di attività all’aria aperta.

Il proprietario del sito, Edward Pierz, avrebbe scritto che Google “censura” le ricerche di armi da fuoco, e ha inserito un link a una petizione sul sito  Change per “dire a Google di non interferire con i nostri diritti sanciti dal secondo emendamento”, che garantisce ai cittadini degli Stati Uniti il diritto di possedere armi.

Pierz sostiene che la nuova politica disincentiva l’acquisto di armi a scopi legittimi e prezzi ragionevoli da parte dei cittadini rispettosi della legge, e danneggia le piccole imprese a conduzione familiare, perché non possono fare pubblicità online.

Naturalmente, anche la National Rifle Association (Nra-Ila) americana ha condannato Google per l’adozione di tale nuova politica, discriminatoria nei confronti della pubblicità di armi da fuoco, munizioni e prodotti correlati. La Nra-Ila insistito che si tratta di una “dichiarazione politica” da parte di Google in un momento in cui la maggior parte dei rivenditori online e dei servizi di ricerca stanno aumentando il livello di informazione e il numero di prodotti collegati alle armi.

Tuttavia, nonostante la notizia sia presente un po’ ovunque sulla Rete, non è possibile risalire al testo in cui Google specifica la sua nuova politica, se non registrandosi al servizio AdWord di inserzioni a pagamento sul motore di ricerca. Ai clienti di tale servizio, Google avrebbe inviato una mail in cui definisce nel dettaglio la propria decisione.

Si esortano i venditori a rimuovere i prodotti relativi alle armi e a reinserire il proprio feed nel database del servizio Google Shopping. A dispetto di ciò, le armi sono ancora presenti nel motore di ricerca generale. Così come lo sono anche nella sezione Shopping, digitando ad esempio in lingua inglese parole come rifle (fucile), bullet (proiettile), o knife (coltello).