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Andalusia, la scure dei tagli

5 July 2012versione stampabile

L’Andalusia del socialista José Antonio Griñán sta considerando drastiche misure di compressione dei costi pubblici. Allo studio – secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El Paìs – vi sarebbe una misura che coinvolge oltre 261mila dipendenti pubblici.

CRISTINA QUICLER/AFP/Getty Images

 

Il governo regionale andaluso vuole ridurre la loro giornata lavorativa di quasi la metà (la percentuale è tra il 48 e il 50 percento delle ore) e contestualmente tagliare i salari del 40 per cento, piuttosto che trovarsi costretta a misure impopolari, dettate dalla crisi che affligge il Paese, arrivando a sopprimere posti di lavoro. “Con l’aumento della settimana lavorativa da 35 a 37 ore, stiamo lavorando a un’ipotesi di ripartizione delle competenze tra i vari uffici pubblici, invece di eliminare posti di lavoro”, hanno dichiarato al quotidiano fonti del governo regionale.

La giunta regionale ha avviato anche uno studio che analizzi gli aspetti pratici della modalità di lavoro con il tempo parziale, così come un’indagine accurata su quelle professioni che possano rendere tale misura attuabile, “perché esistono professioni che non sono facilmente compatibili con il tempo parziale, come ad esempio quella dei medici”, dicono dalla giunta.

Il provvedimento offre inoltre una lettura prettamente politica. L’Andalusia è infatti, insieme alla Catalogna, l’unica regione non controllata dal Partito Popolare. Feudo storico della sinistra, la regione ha un elevato livello di disoccupazione e un altrettanto elevato livello di spesa pubblica. “Ma di fronte ai tagli del governo di Madrid, noi intendiamo dimostrare che anche altre strade sono percorribili rispetto al licenziamento e all’eliminazione di posti di lavoro”, hanno evidenziato le fonti citate dal Paìs. I dipendenti pubblici andalusi hanno già subito, nel maggio scorso, un taglio del cinque per cento degli stipendi, un provvedimento che va incidere annualmente sui portafogli nella misura di 3mila euro a lavoratore. L’austerity del governo regionale è finalizzata a contenere il deficit entro l’1,5 per cento del Pil, una forbice che ha obbligato il governo andaluso ad attuare tagli alla spesa pubblica di 2,5 miliardi di euro e a cercare formule alternative per aumentare le entrate.

La paga del personale di servizio della Giunta tra giugno e dicembre 2012 non includerà né indennità né bonus, e farà risparmiare al governo regionale circa 315 milioni di euro. Gli interinali vedranno ridotta la loro giornata lavorativa del 15 percento, con un salario ridotto nella medesima proporzione. I benefici di tale categoria di lavoratori come i piani pensione o le gratificazioni per l’esodo anticipato, o ancora il cosidetto ‘sostegno sociale’, verranno eliminati per garantire all’Andalusia un risparmio di ulteriori 136 milioni di euro. Inoltre, verranno anche ridotti da sei a otto i giorni di ‘asunto proprio’, che equivalgono a giorni di permesso dei quali il lavoratore non è tenuto a dare giustificazione al datore di lavoro.