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Giappone, a Fukushima ci fu anche errore umano

5 July 2012versione stampabile

L’indagine parlamentare indipendente giapponese non lascia più dubbi: per l’incidente nucleare avvenuto a Fukushima ci sono anche colpe dell’uomo.

YOSHIKAZU TSUNO/AFP/GettyImages

La mancanza di “governance” tra governo, authority e il gestore dell’impianto Tepco, avrebbe mandato in tilt le comunicazioni e quindi aumentato i danni.
Ci sono voluti sei mesi di indagini per chiarire che a Fukushima il disastro non fu solo opera del sisma e del seguente tsunami ma ci sono gravi colpe umane.
Nel frattempo, proprio questa mattina il reattore numero 3, collocato nella prefettura di Fukui, ha ripreso a funzionare al 5 per cento delle sue potenzialità. La notizia è stata confermata dal gestore dell’impianto che ha anche fatto sapere che fino a questo momento tutte le previsioni in merito al progetto di riaccensione dell’impianto sono state rispettate.

Secondo il gestore il pieno funzionamento dell’impianto numero 3 potrebbe avvenire entro e non oltre il 9 di luglio, mentre per il reattore numero 4, che si trova nella stessa strutture, il pieno regime potrebbe essere raggiunto entro il 20 luglio prossimo.
Grazie alla riaccensione dei due impianti si porta a zero il rischio di pericolosi blackout nell’area di Kansai, una delle più ricche del Paese, e di conseguenza anche l’importazione di combustibili fossili.
Il Giappone è il terzo produttore al mondo (dopo Usa e Francia), di energia ricavata dall’uso civile dell’atomo.