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Siria, Wikileaks: Finmeccanica ha contribuito alla repressione

5 July 2012versione stampabile

Wikileaks ha pubblicato oggi, 5 luglio, due milioni di email provenienti da account siriani, generate tra il 2006 e il 2012. Si tratta di email che l’organizzazione di Assange ha già girato a vari media di tutto il mondo, tra cui al libanese Al Akhbar, all’egiziano Al Masry Al Youm, al tedesco ARD, ad Associated Press, all’Espresso, al francese Owni e allo spagnolo Publico.es.

ANWAR AMRO/AFP/Getty Images

Molte le informazioni che si possono ritrovare nelle mail, dalla corrispondenza intima tra i leader mondiali, a rilevanti trasferimenti finanziari, ordini commerciali e comunicazioni di ogni tipo originate dagli account di persone e uffici di una certa rilevanza.

Tra le mail diffuse da Wikileaks ci sono anche numerosi messaggi che gettano nuova luce sui già noti legami commerciali tra il regime di Damasco e Selex Elsag, societa’ controllata da Finmeccanica. Secondo l’organizzazione, questo renderebbe evidente come l’azienda italiana abbia contribuito allo sforzo repressivo del regime siriano fino a oggi senza porsi, almeno in apparenza, alcun problema.

Secondo quanto censito finora dall’Espresso, il contratto per la fornitura alla Siria di Bashar al-Assad della tecnologia Tetra dell’azienda Selex Elsag risalirebbe al 2008, ben prima che esplodesse la violenza contro i manifestanti che si oppongono al regime. Il problema, però, è che le email in questione dimostrano che forniture, assistenza e addestramento vanno avanti anche quando ormai la Siria è in piena guerra civile.

La protesta contro il regime scoppia il 18 marzo 2011. Un mese dopo, a Deraa vengono massacrati 72 civili nelle dimostrazioni contro il regime. Nell’ottobre 2011, quindi, Damasco chiede a Selex degli accessori per gli elicotteri (i cd. choppers). L’azienda italiana non manifesta il suo rifiuto a soddisfare le richieste di Damasco. Ha solo qualche problema nella fornitura, poiché dovrebbe ricorrere alla tecnologia americana e le sanzioni Usa contro la Siria impediscono la spedizione di quel materiale.

Nonostante ciò, dalle comunicazioni che Wikileaks ha fornito all’Espresso emergere comunque un contributo significativo di Finmeccanica alla repressione attuata dal regime siriano. Contributo per semplici motivi economici forse, ma che di fatto si rivela un fondamentale aiuto per Bashar al-Assad. Ne è un esempio la fornitura di radio alla polizia di Muadamia nel maggio 2011, indubbiamente servita per intercettare e, quindi, reprimere i ribelli.

“Imbarazzanti”, dunque, i nuovi documenti forniti da Wikilekas. “Non solo per il regime di Damasco, ma anche per i suoi oppositori”, dichiara Sarah Harrison, portavoce dell’organizzazione di Julian Assange.

Per quanto riguarda Finmeccanica, in particolare, dal database diffuso da Wikileaks emerge che i contatti tra l’azienda italiana e il regime di Damasco sono andati avanti fino ai primi mesi del 2012. Questo, nonostante la presa di posizione del nostro governo, nonostante l’alleanza di cui l’Italia fa parte e nonostante i moniti dell’Onu.

Per Wikileaks, i nuovi file rivelano “come l’Occidente e le grandi aziende occidentali dicano una cosa e ne facciano un’altra”.

2 Responses to Siria, Wikileaks: Finmeccanica ha contribuito alla repressione

  1. Pierpaolo

    6 July 2012 at 06:57

    Così si capisce meglio cosa andava a fare nel marzo 2010 il Napulitano in Siria:
    http://www.youtube.com/watch?v=kh453Ilh19Q&feature=relmfu