home » diritti » Francia: niente più detenzione per gli immigrati irregolari

Francia: niente più detenzione per gli immigrati irregolari

6 July 2012versione stampabile

Settantaquattro anni di pratiche in materia di immigrati privi di permesso di soggiorno sono stati cancellati ieri, 5 luglio, dalla Corte di Cassazione. Ora, hanno detto i più alti magistrati, gli agenti di polizia francesi non potranno più arrestare uno straniero soltanto a causa della sua situazione irregolare.

MEHDI FEDOUACH/AFP/Getty Images

Molto forte è la portata di questo provvedimento, anche da un punto di vista morale e filosofico. Quello che impone, infatti, è un cambiamento radicale della visione del clandestino. Se con il decreto legge in vigore dal 2 maggio del 1938 chi viveva sprovvisto di documenti legali era un delinquente, oggi questi non è più da considerarsi tale. Non per questo motivo almeno. “Questo dovrebbe cambiare anche il modo in cui l’opinione pubblica percepisce i migranti privi di documenti”, dichiara Patrice Spinosi, avvocato che è tra i fautori della lunga battaglia legale che ha portato a questo provvedimento.

Secondo il Groupe d’information et de soutien des immigrés (Gisti) finora erano, in media, almeno 60mila gli stranieri che venivano arrestati ogni anno per mancanza di documenti regolari. Se poi queste persone non riuscivano a dimostrare di avere dei dcumenti in regola, subivano una sanzione amministrativa, ovvero un “obbligo di lasciare il territorio francese”. Ora, dicono gli avvocati, le autorità di polizia non potranno più disporre  misure del genere.

Con il nuovo provvedimento, inoltre, uno straniero che viene arrestato perché sospettato di un qualsiasi altro reato, potrà essere tenuto in custodia cautelare per quattro ore al massimo, cioè solo il tempo necessario per compiere le dovute verifiche. Se la persona in questione non possiede il permesso di soggiorno, questo non significherà necessariamente che sarà rimandato nel suo paese d’origine.

Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha comunque annunciato la necessità di adottare una legge (di cui si discuterà probabilmente il prossimo settembre) che “dia base giuridica” al provvedimento in questione.