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Messico, l’ombra narcos sul neopresidente

6 July 2012versione stampabile

Alessandro Grandi

Pochi minuti dopo la nomina del neo presidente della repubblica Pena Nieto per le strade di Città del Messico alcuni cortei formati da studenti aderenti al movimento #YoSoy132, hanno sfilato gridando il loro dissenso. “Pena Nieto il popolo non ti vuole” hanno urlato gli universitari a squarciagola denunciando brogli elettorali.

Ronaldo Schemidt/AFP/GettyImages

La polizia della capitale ha disperso i manifestanti grazie all’uso di idranti e lacrimogeni. Per qualche minuto le strade della città hanno vissuto momenti di forte tensione.

Andres Manuel Lopez Obrador, candidato progressista sconfitto per la seconda volta consecutiva, ha gridato alla scandalo sostenendo che il Pri di Nieto abbia comprato un milione di voti.

“Le elezioni presidenziali, e il voto più in generale, sono state evidentemente ingiuste e segnate de molte e gravi irregolarità. Userò tutti gli strumenti legali a mia disposizione per fare annullare i risultati elettorali. Non posso rispettarli finché non avrò la piena certezza che sia stata rispettata la volontà dei cittadini” ha detto il candidato del Prd.

“Stiamo raccogliendo tutti i dati possibili per dimostrare le irregolarità commesse. Solo quando avremo in mano tutto agiremo nel modo in cui ci dice la legge. Io rispetto la volontà del popolo e accetto il risultato delle urne ma devo avere la piena certezza che il voto sia stato rispettato” ha ribadito Obrador. “Sono certo che in il Pri ha comprato voti. Almeno un milione” ha concluso il candidato progressista che anche nel 2006 aveva denunciato brogli elettorali.

Nel frattempo, Amlo (acronimo del candidato Prd), ha fatto sapere che non rafforzerà la sicurezza intorno alla sua persona, nonostante l’incidente di domenica scorsa quando un uomo armato gli si è avvicinato minacciandolo. “Ringrazio tutti i miei sostenitori che sono scesi a manifestare per contro i brogli elettorali. Attendiamo fino a mercoledì quando ci saranno i dati ufficiali, poi vedremo cosa fare. Intanto invito tutti i miei sostenitori a mantenere la calma” ha detto Obrador

Nieto non inizia sotto i migliori auspici il suo mandato presidenziale e su di lui aleggia da tempo l’ombra dei cartelli della droga. Nessun coinvolgimento, al momento, ma sono forti le perplessità dell’opposizione sul modo in cui Nieto affronterà la guerra. Si vocifera negli ambienti ben informati che il neo presidente sia più favorevole a un accordo con la criminalità che ad un uso smodato della forza. C’è dell’altro. Nieto dovrà dare una grande mano all’economia di mercato che “deve generare ricchezza e lavoro per molti dei nostri giovani”. Una sfida che si gioca anche sul piano della crisi mondiale che ha colpito soprattutto negli Usa, partner del Messico in moltissime attività.

E sarà difficile anche privatizzare l’azienda energetica Pemex, obiettivo di diversi esecutivi messicani.