home » diritti » Valsusa, presidio No Tav davanti al Tribunale di Torino

Valsusa, presidio No Tav davanti al Tribunale di Torino

6 July 2012versione stampabile

Un centinaio di attivisti del Movimento No Tav hanno occupato via Falcone, la strada davanti al Palazzo di Giustizia di Torino, dove oggi ha inizio l’udienza preliminare del processo riguardante gli scontri dello scorso anno in Valsusa. Processo che vede imputate 46 persone per i tafferugli contro le forze dell’ordine in corrispondenza del cantiere di Chiomonte (Torino).

 

OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images

I fatti risalgono all’estate del 2011, precisamente alle date del 27 giugno e del 3 luglio, quando sono scoppiate delle vere e proprie guerriglie tra i manifestanti e le forze dell’ordine dopo i cortei pacifici delle prime ore. Lacrimogeni, fumogeni, sassi, bottiglie, bombe carta e manganelli circolavano per i boschi della Valsusa. L’obiettivo dei manifestanti: riprendersi il cantiere della Maddalena che pochi giorni prima era stato “liberato” e recintato dalle forze dell’ordine per poter dare il via ai cantieri della Tav.

Proprio in occasione del processo appena cominciato, un gruppo di centinaia di manifestanti No Tav, poco dopo le ore 9.00 di questa mattina, ha paralizzato la strada adiacente al Palazzo di Giustizia.

All’ingresso del tribunale un gruppo di agenti in tenuta antisommossa forma un cordone preventivo contro i manifestanti. Questi ultimi, intanto, hanno allestito un gazebo con diversi striscioni che riportano slogan come “La Valle non si arresta”. Sulla facciata esterna del Palazzo, inoltre, i dimostranti venuti in bus dalla Valsusa hanno appeso una galleria fotografica dell’operazione “Hunter”. Così è stata chiamata, infatti, l’operazione con cui sono stati raccolti i materiali che denuncerebbero le violenze subite dalle forze dell’ordine (un esempio per tutti: i lacrimogeni usati dalla polizia che contenevano, secondo i No Tav, il gas Cs, vietato dalla Convenzione sulle armi chimiche del 1997).

In vista del processo di Torino, già ieri si era tenuta un’assemblea a Chiomonte con la quale si è deciso che i 46 imputati si faranno giudicare quasi tutti con rito ordinario, cioè con processo pubblico. Cinque dei 46 imputati sono attualmente detenuti in carcere.